Il mobile contenitore Carlino di Carlo Mollino

Nel 1933, Carlo Mollino disegna per gli interi di casa Miller a Torino il mobile contenitore Carlino.

Di una eleganza fuori dal comune il suo nome è ovviamente un omaggio al grande designer-architetto; Zanotta lo mette in produzione dal 1991 al 1994, per poi rieditarlo nel 2018, in serie numerate, e rendendolo disponibile nei colori verde salvia, senape o rosa mattone.

Il piano d’appoggio invece è in cristallo nei medesimi colori.

Infatti, dopo essere uscito di produzione, oggi trova una nuova vita tra i pezzi che Zanotta ha rieditato nel 2018 per omaggiare il grande maestro torinese che ha segnato, con le sue opere e con l’uso di forme e materiali di ispirazione “surreale e organica”, il decennio d’oro del design italiano: gli anni Cinquanta.

Caratterizzato da diverse particolarità, probabilmente quella che più salta all’occhio è sicuramente la sua esile gamba a spillo, che regge per l’appunto un cassetto portagioie/portadocumenti ondulato e mosso.

Una sorta di svuotatasche, una “squisitezza” che può caratterizzare un angolo anonimo della propria casa oppure l’ingresso.

Essendo elegante, sottile, colorato e funzionale, monopolizza l’ambiente nel quale è collocato sia esso uno spazio moderato, oppure una parete.

Una vera e propria scultura dalla grande teatralità, si pensi ad esempio alla mancanza di un vero e proprio prospetto o al piacere di ingannare la vista considerato che impropriamente e anticonvenzionalmente appoggia solo su di una gamba.

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un dettaglio di Carlino di Carlo Mollino per Zanotta

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