Carlo Mollino

BIOGRAFIA

Carlo Mollino nasce nel 1905 a Torino, ove si laurea in architettura nel 1931 alla Regia scuola superiore dell’Accademia Albertina.

Inizia a lavorare presso lo studio del padre. Nel 1944 disegna la poltrona Ardea, nel 1946 il tavolo Reale e, nel 1947, la lampada Cadma, struttura metallica e paralume formato da due ali in tessuto opaco.

Per la realizzazione dei suoi mobili-scultura si affida alla falegnameria Apelli & Varesio di Torino, specializzata nella lavorazione del legno curvato, nei massicci multistrati sagomati e nei giunti in ottone come perni d’equilibrio.

Dal 1953 al 1970 è docente di Composizione presso la facoltà di architettura di Torino; in precedenza ne aveva progettato la sede.

Nel 1960 la XII Triennale di Milano gli dedica una mostra.

Accademico di San Luca nel 1970, muore a Torino nel 1973. Dal 1980 la ditta Zanotta propone una riedizione a livello industriale di alcuni suoi modelli: tavolo Reale, poltrona Ardea, specchio Milo.

 

CARLO MOLLINO DESIGNER

I suoi arredi (alcuni di essi ospitati anche al MOMA di New York e al Victoria & Albert Museum di Londra) sono famosi per le sinuosità erotiche che evocano, proprio perché ispirati al corpo femminile che amava fotografare.

I suoi set? Le case che stava riprogettando, tutte con un elegante carattere surrealista, ricorrendo ad esempio a superfici specchiate che rompano la prospettiva, disfacendo ogni tipo di gerarchia spaziale.

L’architetto che si presume degno di tal nome”, dichiara Carlo Mollino in un articolo apparso su “Domus” nel 1950, oltreché un poeta e matematico, dev’essere anche un meccanico, ragioniere, avvocato, becero, maestro di belle maniere, ingoiatore di rospi e charmeur, danzatore con vecchia signora, incantatore di serpenti; pena la morte se rifiuta“.

Gillo Dorfles visita la grande retrospettiva dedicata a Carlo Mollino dalla città di Torino nel 1989 alla Mole Antonelliana.

Finalmente l’opera di questo geniale e, sino ad oggi, troppo trascurato architetto, attraverso un’ampia e davvero esaustiva raccolta di dati, di immagini…

Mollino, come è noto, non è stato soltanto architetto e designer di estrema e sofisticata qualità, ma anche fotografo, scultore, pilota acrobatico, automobilista spericolato, sciatore…

Dai primissimi progetti ancora realizzati nello studio paterno, a quelli già autonomi della “Cavallerizzadel 1937, attraverso le realizzazioni delle Case Davalle (’40), Rivetti (’49), Minola (’44/’47), Orengo (’49) fino al capolavoro di Lagonero (1948) e alle successive Casa Agra, Casa del Sole, dai meno convincenti fabbricati per la Camera di Commercio, fino all’ultimo molto discusso rifacimento del Teatro Regio.

Basta a darci della sua opera una visione complessiva quarto mai compiuta, soprattutto per la presenza delle molte documentazioni relative ai mobili, agli oggetti d’arredamento (lampade, posate, etc.)…

Per chi poi si trova immerso nel panorama architettonico odierno, cosi dilaniato tra falso post modernismo e altrettanto falso conservatorismo funzionalista, è difficile rendersi conto di quale fosse la situazione negli anni che videro l’esplosione dell’attivita di Mollino.

Allora quando in Italia sembrava che l’unico verbo architettonico sottoscrivibile fosse quello del Movimento Moderno o, tutt’al più, quello di un’architettura organica wrightiana, pochi potevano comprendere la ventata innovatrice strutturale oltre che plastica, di un’opera come la stazione per la slittovia del Lagonero con la straordinaria sagoma dei pilastri di sostegno e con l’ampio aggetto della sua terrazza;

né I’audacia neobarocca del suoi tavoli, della sua scrivania cilindrica etc…credo che una frase dello stesso Mollino sia chiarificatrice della sua posizione: L’artista autentico è sempre bifronte: viene dalla tradizione, cioè dal gusto contemporaneo, e procede al di là, dove il gusto comune non è ancora arrivato”.

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