Alec Issigonis

BIOGRAFIA

Alec Issigonis nasce nel 1906 a Smirne, in Turchia. Figlio di un mercante greco, nel 1922 si trasferisce in Gran Bretagna.

Studia al Battersea College di Londra.

Trova impiego presso la Rootes Motors di Coventry in qualità di disegnatore.

Nel 1936 viene assunto alla Morris Motors di Oxford.

Nel 1948 progetta la Minor Morris che verrà fabbricata fino al 1971 in misura di un milione e mezzo di esemplari.

Nel 1957 inizia a progettare la Mini Minor per la novella British Motors Corporation, che entrerà in produzione nel 1959.

Negli anni ne verranno prodotte cinque milioni di unità. Issigonis viene nominato, nel 1967, membro della Royal Society e cavaliere per i suoi meriti nei confronti dell’industria automobilistica britannica.

Si ritira a vita privata nel 1971. Muore a Birmingham net 1988.

 

ALEC ISSIGONIS DESIGNER

Nel 1957 Leonard Lord, patron della British Motors Corporation, affida il compito di progettare una vettura di minime dimensioni e massima abitabilità all’autore della fortunata Minor Morris del 1948.

Per ottenere i vantaggi richiesti, Issigonis confina l’apparecchio meccanico in uno spazio non superiore al 20 per cento del disponibile, su uno sviluppo di tre metri di lunghezza, riservando l’80 per cento all’abitacolo.

Dispone allo scopo il motore trasversale, con il cambio sottostante, contenendo a misura del cofano in solo mezzo metro.

Opta quindi per la trazione anteriore ed esclude l’ingombro del tunnel sovrastante l’albero di trasmissione.

Posiziona le ruote, di dieci pollici, ai quattro angoli estremi della carrozzeria.

Il disegno dello spaccato della vettura ben evidenzia la precisione del calcolo volumetrico di Issigonis.

Egli riesce persino a comprendere nella quota maggiore, riservata all’abitacolo, il piccolo bagagliaio cui accedere dal portello esterno.

Osservando per la prima volta la Mini, al Salone di Parigi nel 1959, Pinin Farina esclamava: “Non saprei cosa aggiungere, perfetta”.

La BMC presentava la Mini, un’automobile piccola, ma non povera come di solito erano le utilitarie”, annota Enrico Morteo.

Popolare nel senso che solo il termine anglosassone pop può tradurre, la Mini, nome tecnico ADO 15, era un capolavoro tecnico e formale…

di fatto essa impone un nuovo standard: non una, vettura ridotta all’essenzialità dello strumento, non serve ai grandi carichi ma trasporta comodamente i suoi passeggeri in un abitacolo dove il contachilometri sta sul cruscotto come l’orologio sul tavolo del salotto.

La formula della Mini, con cui dovranno confrontarsi quanto prima tutte le case costruttrici europee, e non solo, delinea le nuove regole.

L’automobile si affaccia a una nuova stagione governata dall’equilibrio e dalla funzionalità…la fantasia deve misurarsi con lo sfruttamento razionalizzato degli spazi… emergono alcune costanti indicative.

Ma soprattutto appare rivoluzionata l’impostazione tipologica del disegno, che pone a proprio fondamento il volume dell’abitacolo, vero nucleo strutturale e funzionale del progetto”.

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la Minor Morris del 1948
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la Mini Minor del 1959

 

 

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