Ettore Bugatti

BIOGRAFIA

Ettore Bugatti nasce a Milano nel 1881.

Compie gli studi all’Accademia di Brera, pur coltivando una naturale inclinazione alla meccanica.

Nel 1895 viene assunto dall’ingegner Prinetti nella fabbrica automobilistica Stucchi.

Nel 1899 inizia a correre con i modelli De Dion, vincendo alcune gare nazionali quando, causa un incidente occorsogli al volante di un prototipo, triciclo con due motori anteriori, è costretto a rinunciare.

Progetta per la Stucchi un primo modello che, rifiutato da Prinetti, riesce a realizzare con i finanziamenti dei conti Gulinelli di Ferrara.

Grazie a quel modello ottiene un contratto con la casa De Dietrich in Alsazia nel 1902.

Sarà il padre Carlo a firmare in sua vece, essendo Ettore ancora minorenne.

Nel 1909 fonda il marchio Bugatti a Molsheim, vicino a Strasburgo.

Del 1910 è la sua prima vettura, Tipo 13. Verrà chiamata Brescia per aver vinto nella citta il Gran Premio d’Italia nel 1921. Tra le sue vetture più conosciute la Tipo 35 del 1922, la mitica Tipo 41 Royale del 1927, la Tipo 57 del 1934.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale la Bugatti è costretta a interrompere la produzione. Ettore Bugatti muore a Parigi nel 1947.

ETTORE BUGATTI DESIGNER

La famiglia Bugatti“, scrive Rossana Bossaglia, “si è imposta sulla scena internazionale per la notorietà raggiunta dalle automobili progettate e realizzate da Ettore a partire dal 1909 e soprattutto dopo il 1921.

Quando si dice “la Bugatti” si pensa a una macchina da corsa dalla carrozzeria snella e arrotondata; ma soprattutto a una berlina modulata in forma flessuosa, in una sorta di morbido ma vitale dinamismo.

Automobili che si impongono, per cosi dire, fuori dal tempo, al di fuori delle mode…Notorietà… conobbe anche presto il padre di Ettore, Carlo, per la produzione di estrosi mobili e arredi. Egli ebbe ai tempi suoi riconoscimenti in varie manifestazioni…

La famiglia Bugatti era caratterizzata, già a partire dal padre Carlo e chissà andando ancora indietro da una originale creatività artistica; e non si ravvisa stacco o incongruenza tra l’immaginazione applicata a oggetti d’arredamento e quella legata alla tecnica;

soprattutto quando quest’ultima si traduce in una geniale progettualità e non si limita ad occuparsi della funzionalità meccanica, ma si applica all’ideazione di strutture insieme pratiche ed estetiche: l’automobile, cosi come la concepiva Ettore Bugatti, e come la pensavano i futuristi (con alcuni dei quali, e proprio con Marinetti, la famiglia Bugatti aveva rapporti), coronava il sogno del modernismo fine secolo, cioè dell’incontro tra funzione e decorazione…

Ettore parte da premesse affini a quelle del padre, acquista manualità artigianale e, frequentando l’Accademia di Brera, una larga cultura artistica sia intellettuale sia pratica…

Egli coglie l’impulso a una identificazione dell’utile con l’estetico; l’idea, intanto, che la bellezza sia per se utile perchè elemento fondamentale del vivere”.

Bugatti progetta ogni singola componente delle sue vetture, esaltandone la funzione nella più attenta corrispondenza formale.

Ogni singola funzione, quindi, già rappresenta, nella forma compiuta, il totale armonico: esemplare la configurazione del radiatore, altresì quella delle pinze dei freni, dei pedali, del cofano motore.

Tra i modelli più conosciuti la Tipo 35 nasce nel 1922.

Considerata da molti una delle più belle creazioni del secolo”, scrive Michael Tambini, “questa vettura da corsa costruita da Ettore Bugatti si rastrema elegantemente alle due estremità riservando la zona cetnrale, più larga, all’abitacolo a due posti.

Tra le sue caratteristiche, la struttura incrociata in filo armonico che raffigura il corpo della vettura, le ruote in lega con i tamburi dei freni integrati”.

 

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la Tipo 35 del 1922
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la Tipo 41 Royale del 1927
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la Tipo 57 del 1934

 

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