La lampada da tavolo Lampiatta di Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi

A partire dall’attaccapanni Sciangai del 1973, Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi iniziano una ricerca di mobilità insita al singolo oggetto.

Questa mobilità non deve rispondere alla tradizione del mobile meccanico europeo ma scaturire da una profonda passione per il calcolo statico degli equilibri che esclude l’impiego di ingranaggi e marchingegni sofisticati.

Nel 1988 De Pas afferma “Ci piace…che si capisca come questo funziona, il più possibile senza meccanismi, anche se spesso facciamo mobili che si trasformano, compongono o smontano”.

Questo principio è chiaramente visibile nella lampada Lampiatta disegnata nel 1971 per Stilnovo.

In questa lampada da tavolo, una base in ABS è tagliata da fessure inclinate nelle quali si infila la calotta del riflettore, orientando così in maniera varia il fascio di luce.

Quindi il motore del progetto è la volontà di togliere snodi e meccanismi: l’utente è artefice della luce che non è più fonte statica ma dinamica.

La lampadina poi è dotata di schermatura cromata, che serve a non disturbare la vista.

Lampiatta, non è solo da tavolo ma può esser anche da muro, mediante una applicazione; successivamente è nata anche la versione a sospensione.

Una vera e propria icona del design mondiale.

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