Il vassoio-alzata Floating Earth di Ma Yan Song

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Alessi ha invitato 8 rinomati architetti cinesi (Chang Yung Ho, Liu Jia Kun, Urbanus, Wang Shu, Zhang Ke, Zhang Lei e Gary Chang, insieme a Ma Yan Song) a dare la propria interpretazione di uno degli archetipi tipologici di produzione di Alessi: il vassoio.

Con tale progetto chiamato (Un)Forbidden City, Alessi ha voluto sondare per la prima volta il potenziale del design cinese di prodotti.

L’operazione (Un)Forbidden City, tenta di dare una risposta ad una serie di interrogativi, sempre più centrali nella pratica delle Fabbriche del design italiano.

Esiste una così grande differenza tra il fare (inteso come produrre, cioè dare vita materiale a un’idea) e il disegnare (inteso come pensare, concepire una forma)?

Quello che fa e quello che disegna, non esercitano ognuno reciprocamente anche una attività di pensiero e un’attività produttiva?

Qual’è, e se c’è, dove è il confine tra il produrre e il pensare?

E’ ancora lecito continuare a tenere rigorosamente separati questi due aspetti dell’attività dell’uomo?

Il tema quindi ruota attorno al vassoio che simboleggia una micro architettura domestica, una sorta di ponte tra due culture apparentemente molto lontane (Italia / Cina).

Nel settembre 2011 l’iniziativa è stata presentata a Pechino, al China Shijitan Contemporary Art Center ed è stata organizzata una esposizione alla Galleria Aether Art Space, di cui Gary Chan è stato curatore, nell’ambito della Beijing Design Week.

Sono stati utilizzati l’acciaio inossidabile nei progetti di Chang Yung Ho, Wang Shu, Zhang Ke e Zhang Lei, acciaio inossidabile e legno per il progetto di Ma Yan Song, alluminio e acciaio inossidabile nel progetto di Liu Jia Kun, acciaio inossidabile e melammina nel progetto di Gary Chang e melammina nel progetto di Urbanus.

Tra questi progetti c‘è anche Floating Earth, una alzata vassoio dell’architetto Ma Yan Song che poi fondò il pluripremiato studio di architettura MAD.

Si tratta di un vassoio a tre livelli che utilizza mogano e acciaio inossidabile per rappresentare visivamente l’idea che, sebbene viviamo sulla terra, vediamo solo uno strato di una vasta massa.

Le forme organiche dell’acciaio continuano nella forma e nelle venature del legno.

Un vassoio, come la terra, contiene molte cose, guardiamo la terra, ma vediamo solo ciò che vi giace sopra. Sfugge alla vista e sembra non esistere, e tuttavia permane.

Una superficie sconfinata su cui tutto si riflette: la casa, la città. Un orizzonte in continua espansione. Un livello rialzato e poi un grattacielo, uno spazio bianco pieno di potenziale cinetico

Sempre radicato nella stessa immobile terra. Niente esiste senza la Terra. E la Terra non è qui per noi, potrebbe lasciarci  in qualsiasi momento. Perché è il cielo blu ciò che ama”. Ma Yan Song 

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