Jean Nouvel

BIOGRAFIA

Jean Nouvel nasce nel 1945 a Fumel, in Francia. Nel 1966 vince il concorso di ammissione all’Ecole nationale superieure des Beaux-Arts di Parigi.

Lavora nello studio dell’architetto Claude Parent dal 1967 al 1970 e si diploma nel 1972. Apre il suo primo studio, con François Seigneur, nel 1975.

Nel 1976 partecipa alla fondazione del gruppo Mars e nel 1979 a quella del Syndacat de l’Architecture.

Nel 1980 è tra i fondatori della Biennale di architettura e design all’interno della Biennale di Parigi.

Nominato Chevalier des Arts et des Lettres nel 1983, segue la sezione architettura e design della mostra “Gli anni 50”, al Centre Pompidou, nel 1988.

Presidente dell’Institut frangais d’architecture nel 1991, Honorary Fellow dell’American Institute of Architects nel 1993.

Nello stesso anno riceve L’Equerre d’Argent per l’Opera di Lione (premio per il miglior edificio francese).

Collabora con le aziende italiane Unifor (tavolo Less, 1994), Sawaya & Moroni (poltrona Milana, 1994), Poltrona Frau (sistema di sedute per comunità Touch, 1998).

Cura le mostre “Il futuro del lavoro” e “La Mobilità” per l’Expo 2000 di Hannover. Vive e lavora a Parigi.

JEAN NOUVEL DESIGNER

Io sono piuttosto uomo della specificità”, dichiara Jean Nouvel, “e per questo amo lavorare su nuovi materiali e in diversi contesti, una cosa che cambia molto è il design, il concetto che gli oggetti andranno dovunque e hanno pertanto una dimensione a priori trasversale.

La loro vera specificità è prima di tutto il momento in cui vengono creati, e poi è l’utilizzo delle tecniche che nascono in quel momento.

Lavoro sempre su questa specificità, ho sempre in mente che la specificità è dovuta proprio al fatto che quell’oggetto deve andare dovunque: una contraddizione soltanto apparente.

Quindi ogni volta che si pensa qualcosa del genere ci si dice: ‘Attenzione, lo metto la ma so che interferirà con altri oggetti’, e qui si arriva alla questione dell’uso.

Credo che più si raggiunga elementarità delle cose più si soddisfino automaticamente le esigenze di utilizzo.

Esistono prodotti differenti, ma se si lavora su una scrivania, un tavolo, una sedia, si tratta di cose che sono già ben note, delle quali si conoscono i principi di funzionamento essenziali.

Non occorre affannarsi, semplicemente non bisogna deformare troppo le cose, bisogna mantenerle evidenti e semplici”.

Nel 1998 Jean Nouvel progetta Touch per Poltrona Frau, un sistema di sedute per la comunità che si configura luogo di sosta, di ripensamento, di relax armonicamente composto, le cui motivazioni egli stesso riassume in maniera esemplare:

E’ grazie al contatto delle mani, ma soprattutto del corpo, che gli oggetti divengono famigliari e piacevoli.

Ciò permette di addomesticarli. La percezione tattile si urta, oggi, con il dispotismo dell’immagine.

Touch è il successo della sensualità, associata alla forza della pelle. Questa forza possiede qualcosa di animale, di muscolare, di energico.

La soppressione degli angoli, delle cuciture, crea una continuità che ricorda la carezza.

Liscia ma anche morbida, rotonda ma anche tesa, private di ogni elemento superfluo e, nello stesso tempo, sincere, Touch evoca lo sfioramento, la fusione, ma colpisce profondamente per la sua semplicità e per la ricerca che anela l’invito, l’intimo.

E’ un’attrazione complementare al corpo, la stessa che si prova nei confronti dell’abito preferito”.

 

Design XX Secolo. Decio Giulio, Riccardo Carugati – Electa

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