Il tavolo Sessantuna di Gaetano Pesce

Nel 2011, si sono festeggiati i 150 anni dell’Unità d’Italia e Gaetano Pesce decide di non rimanere insensibile a tale evento e rielabora il tavolo Sansone già disegnato per Cassina nel 1980.

Gaetano Pesce immagina l’italia divisa in sessantuno parti (isole comprese), la immagina come una grande signora che chiama Sessantuna (e non sessantuno in quanto l’Italia è un nome femminile), 1861 infatti è l’anno di fondazione del Regno d’Italia.

Ecco quindi che l’intera collezione è formata da sessantuno tavoli realizzati a mano e, ogni tavolo descrive anche la storia dell’area geografica o avvenimento storico che egli rappresenta.

Se un giorno si mettessero assieme tutti i sessantuno tavoli, otterremo una Italia rappresentata in una tavola di 25×20 metri lineari.

I  tavoli sono realizzati colando la resina mescolata ai colori della bandiera italiana in uno stampo e lasciati solidificare poi, a freddo.

Un processo di produzione all’avanguardia che ha reso possibile la riduzione del peso complessivo e ottenere effetti di miscelazione casuali ed ovviamente, l’elevata artigianalità del lavoro e le varie tecniche creative utilizzate, hanno determinato un tavolo diverso dall’altro per forma e riempimento di colore.

Le gambe di ogni tavolo inoltre, sono completamente indipendenti l’una dall’altra così permettendo la rotazione a piacimento.

Tutti i tavoli sono numerati nell’ordine storico in cui i singoli territori entrano a far parte del nuovo Stato e firmati da Gaetano Pesce.

Sessantuno tavoli diversi che parlano della stessa cosa: celebrare il nostro paese.

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