La sedia per visite brevissime Singer di Bruno Munari

Quando gli ospiti sono senza sorriso. Se la vita corre veloce, se il tempo accelera l’esistenza, se la frenesia ruba il tempo. Allora il sedile sarà inclinato, la seduta più corta, lo schienale più alto: la sedia sarà per visite brevissime.

Bruno Munari

Al designer, inventore e poeta Bruno Munari si deve l’ideazione di Singer, una raffinata opera d’arte a forma di sedia.

Pezzo originalissimo del 1945 edito da Zanotta, è definito dallo stesso Munari come una sedia per visite brevissime e si presenta come una seduta in versione prospetticamente deformata dove in realtà è impossibile accomodarsi per l’inclinazione del sedile.

Prodotta in serie limitata per la collezione Zanotta Edizioni, Singer presenta una struttura in noce naturale lucidato a cera, impreziosita da intarsi, mentre il sedile è in alluminio anodizzato.

Audace nelle proporzioni, diventa un elemento decorativo che evoca la presenza iconica di una sedia, senza esserlo.

La sedia ha quattro zampe in legno di noce cerato: quelle posteriori sono più lunghe di quelle anteriori perché fungono da telaio per lo schienale.

Tutte sono di sezione quadrata, e presentano uno spessore di circa tre centimetri.

Hanno una forma molto regolare, sono dritte, sottili e si posizionano lungo l’asse verticale. Questi elementi, traslati sul piano del contenuto, indicano leggerezza, poca solidità ed equilibrio precario.

Su tutte le zampe sono presenti decorazioni ad intarsio che richiamano quelle presenti su alcuni modelli delle macchine da cucire Singer.

Questo particolare dettaglio, permette di associare alla struttura di legno valori come familiarità, tradizione e domesticità, tipiche delle macchine da cucito Singer, che nel primo dopoguerra sono entrate in quasi tutte le case degli italiani.

Ecco che, trasporre alcuni degli elementi di un oggetto noto nell’immaginario casalingo su un mobile nuovo significa creare una relazione, un confronto, una comparazione.

Lo schienale è una semplice lastra di legno, inserita nelle fessure praticate sulla parte terminale e superiore delle due zampe posteriori, e scende in direzione della seduta.

Dal momento che rimane un vuoto fra seduta e schienale, questo può anche servire da presa per spostare e trascinare la sedia. Lo schienale è in legno di noce cerato ed ha una superficie liscia ed omogenea.

La seduta è sorretta da un telaio in legno di noce decorato come le zampe. Entrambi i pezzi sono inclinati a 45°.

La seduta è costituita da una lastra in alluminio anodizzato, quindi da una superficie liscia che, congiunta all’inclinazione la rende, almeno percettivamente, scivolosa.

In ogni sedia il sedile ha un colore diverso, che varia dal grigio al nero, dal blu al fucsia. Tutti i colori hanno comunque tonalità fredde.

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