La sedia Slice di Mathias Bengtsson

Mathias Bengtsson è ben noto per i suoi design all’avanguardia realizzati con materiali industriali e high-tech.

Il suo lavoro ha iniziato a riscuotere consensi a livello internazionale nel 1998, quando le sue sedie “Slice” e “Homage to Panton” sono state esposte alla Galleria Post Design di Milano.

Nel 2002, il suo lavoro è stato esposto nella mostra “Design by Aluminium” al Design Museum di Londra.

Il dipartimento di arte contemporanea di Sotheby ha presentato il lavoro di Bengtsson nel 2003 e nel 2004, e anche nel 2003 il British Council ha presentato i mobili di Bengtsson nella mostra “Great Brits” tenutasi a Milano durante il Salone del Mobile, che in seguito ha viaggiato a Tokyo e San Paolo.

Nel 1999, disegna la sedia Slice e non sappiamo ancora, se questo capolavoro debba essere classificato nella sezione Arte o nel Design.

La sedia Slice di Mathias Bengtsson combina forme organiche con tecnologia all’avanguardia.

Slice è costruita come un assemblaggio di sezioni trasversali orizzontali che si sovrappongono in un profilo unicamente laterale.

Dapprima è stato disegnata a mano e successivamente modellata in argilla, tagliata al laser con uno spessore di soli 3 mm, ogni singolo strato ricorda un’astrazione bidimensionale più che un componente hi-tech.

La sedia Slice è stata prodotta in due serie: in alluminio e compensato.

Come descritto da Bradley Quinn, “La sedia Slice è stata costruita con la stessa abilità che un architetto impiegherebbe per creare una mappa topologica del paesaggio, evocando l’illusione di un mobile tagliato via da una scogliera e ridimensionato in proporzioni umane“.

Un’esplorazione nella materia e nel tempo, la costruzione a strati della sedia fa riferimento visivamente alle formazioni minerali e ai suoi profili meteorologici tempestosi dal profilo fluido, evoca movimenti che si verificano nel corso di milioni di anni o in un millisecondo.

Questo contrasto viene rafforzato nella costruzione dove il concetto e la materialità della sedia sono definiti equamente da un essere umano e da un computer.

Le innovazioni tecnologiche che sono alla base dei progetti di Bengtsson sono solo una parte del processo tradizionale che segue: a partire da uno schizzo, lavorando fino a un modello in scala reale, e quindi impiegando un computer per delineare ogni strato tagliato al laser per il montaggio a mano.

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