Luigi Massoni

BIOGRAFIA

Luigi Massoni nasce nel 1930 a Milano, dove si laurea in architettura.

E’ attivo da subito in più campi: pubblicistica, editoria, design, architettura.

Progetta per Alessi il set da bar e i contenitori della Serie 5. Con Carlo De Carli nel 1957 fonda “Il Mobile Italiano”.

Nel 1959 Mobilia, uno dei primi centri di promozione del design italiano.

Sempre in quell’anno inizia la collaborazione con Boffi: sue le prime cucine modulari.

Nel 1963 fonda la rivista “Forme”, della quale è editore e direttore.

Per Fratelli Guzzini, tra il 1961 e il 1963, disegna una serie di oggetti in plastica che riceveranno il premio MACEF.

Seguono le collaborazioni con Poltrona Frau, Porro, Cadel, B&C, Matteograssi.

Fra il 1969 e il 1970 disegna per Nazareno Gabrielli oggetti presenti nelle collezioni permanenti del MOMA di New York e del British Museum di Londra.

Riceve nel 1973 il Gran Premio della Commissione Internazionale della XV Triennale di Milano.

Degli anni ottanta sono le sue collaborazioni con Kristall Krisla, Cristallo di Censo, Salvo, Poliform; del 1990 quella con Callegaro.

Vive e lavora tra Lugano, Milano e le Marche.

 

LUIGI MASSONI DESIGNER

Al di là delle considerazioni funzionali e tecniche, in una qualsiasi progettazione cerco di considerare tutte quelle componenti affettive ed emozionali che si traducono poi in motivi ed emozioni estetiche”, dichiara Luigi Massoni nel corso di una lezione tenuta all’ISIA di Faenza nell’anno accademico 1979-1980.

Tutto ciò, grazie a Dio, non può essere né misurato, né previsto: è il mondo degli oggetti, dei materiali: la loro anima che domina, prevale su ogni tipo d’ordine.

Per i giapponesi, ad esempio, questo complesso di valori si sintetizza in una parola: dogu, ii mondo degli oggetti, la sua anima, e insieme l’opera, l’atteggiamento dell’uomo sulla materia.

Per usare un’espressione consona al nostro linguaggio potremmo dire libertà d’espressione: perchè progettare, io penso, debba significare liberare ogni componente, sia essa materiale o funzionale, da ogni vincolo…

Pensare con le dieci dita: proprio perchè i caratteri fondamentali delle emozioni estetiche sono corporei”.

Nel 1966 Luigi Massoni inizia la sua collaborazione con Poltrona Frau.

Volevo far rivivere poltrone e divani nella sensualità dei colori più caldi, nel morbido impatto delle pelli…

La prima cosa che pensai, al fine di aggiornare i pezzi della collezione storica fu di rivederne quei particolari: altezza, piede etc., non più riconducibili al momento.

E bastò la modifica di contrassegni minimi per riscoprire l’autenticità di quei mobili senza tempo.

Questo il primo passo, poi, progettata la riedizione dei pezzi storici: poltrone e divani, mi impegnavo nel design di nuovi oggetti che riguardavano l’arredo di differenti zone della casa…

Quel famoso pubblico, pieno di pregiudizi come lo aveva definito Gio Ponti, stava ora accettando, sia pure in minima parte, il design, nei luoghi meno riservati delle unità abitative, in camera da letto restava legato ancore alle espressioni più conformiste dell’eclettismo.

Ecco perchè decisi di rompere il fronte compatto, proponendo il letto, rotondo, da centro stanza, girevole, quindi orientabile secondo la luce e i piccoli contenitori Criss Cross, su ruote, e Dilly Daily, la mini toelette che comprende la poltroncina.

Fu segnale inequivocabile: il mobile imbottito poteva persino risolvere situazioni del tutto innovative”.

Scrive Angelo Dragone: “La progettazione d’altra parte non è mai il motivo, quanto una conseguenza del suo rapporto con le aziende.

Tende infatti a calarsi nella loro realtà facendo propri i loro problemi, sino a riscoprire talora forme tipologiche legate soprattutto all’esperienza artigianale che l’industrializzazione dei processi tecnologici tende invece quasi sempre a sopraffare“.

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