Ross Lovegrove

BIOGRAFIA

Ross Lovegrove nasce nel 1958 a Manchester, dove si laurea in architettura al Politecnico, per poi diplomarsi in industrial design nel 1980.

Consegue il master in design al Royal College of Art di Londra nel 1983.

Inizialmente collabora con studi di industrial design a Londra e a Stoccarda.

Nel 1984 si trasferisce a Parigi e, per Knoll International, realizza il sistema per uffici Alessandri. Con Philippe Starck  Jean Nouvel è membro dell’Atelier di Nimes.

Rientra a Londra nel 1987 e apre il suo studio.

Nel 1992 disegna la sedia F08, per Cappellini e Organic, set di posate in acciaio per Pottery Barn.

Nel 1994 Coachline, sacco per vestiti per Connolly Leather. M, poltrona per Moroso, Surf, accessori per computer, per Knoll.

Del 1996 sono Eye, macchina fotografica digitate Olympus, e lampada Pad per Luceplan.

Progetta gli interni della prima classe per la Japan Air Lines e per il nuovo Airbus A3XX, il più grande aereo commerciale mai realizzato.

Vive e lavora a Londra.

ROSS LOVEGROVE DESIGNER

Detesto il consumismo indotto artificialmente”, dichiara Ross Lovegrove.

Secondo Lovegrove, il design fornisce i mezzi per affrontare le questioni attuali ed esplorare il potenziale che il mondo moderno ha da offrire. Sfocando i confini tra design, tecnologia e scienza, si definisce un “traduttore della tecnologia del 21° secolo in prodotti di uso quotidiano“.

Soprannominato Capitan Organic nella comunità internazionale del design, i disegni fluidi e tattili di Lovegrove, (che riconosce sono un cenno alla scultura di Henry Moore e Anish Kapoor) sono il frutto di una profonda preoccupazione per l’ambiente e la sua costante ricerca di forme che guardano al sentirsi umani.

Cresciuto in Galles, con la sua costa scoscesa e le forme frugali dei suoi genitori (non hanno mai buttato via le cose o le hanno sostituite) lo ha fortemente influenzato: il suo approccio generale al design ha più a che fare con la longevità che semplicemente con lo sviluppo di alcuni nuovi prodotti sgargianti da vendere.

Lovegrove ha lavorato per il gota di aziende internazionali, tra cui Airbus, Kartell, Cappellini, Idee, Moroso, Luceplan, Driade, Peugeot, Apple, Issey Miyake, Vitra, Olympus, Tag Heuer, Herman Miller e Japan Airlines.

I suoi progetti sono stati esposti in musei come il Centre Pompidou di Parigi e il MoMA di New York e Cooper-Hewitt, e ha vinto innumerevoli premi, tra cui il World Technology Award for Design, assegnato dalla rivista Time e dalla CNN nel 2005.

Ha una passione smisurata per quello che chiama design organico, spiegando che ha il potere di “diffondere la tecnocrazia del design contemporaneo…ammorbidire e terra i nostri sentimenti e il senso di essere…

Non tutti lo vedono così chiaramente, però: “il problema con il design industriale è che spesso si riduce a una discussione sul gusto”.

Preferisco avere un’idea meravigliosa sulla carta piuttosto che un’idea compromessa realizzata. Non sono interessato a contaminare questo pianeta con irrilevanza.”

Questo è ciò che distingue Lovegrove.

A differenza della maggior parte dei designers, (il cui scopo principale è rendere gli ultimi prodotti sempre più seducenti), l’obiettivo di Lovegrove è utilizzare il design come un’opportunità per esaminare come viviamo.

È preoccupato dal modo in cui le persone usano gli oggetti e dal modo in cui si relazionano con le loro cose, sia emotivamente che razionalmente.

Lovegrove descrive il suo DNA: “design, natura, arte”.

Gli oggetti che crea, dalle macchine fotografiche alle sedie, dalle bottiglie d’acqua agli orologi, sono ridotti ai loro componenti principali, dando vita a forme minime di massima bellezza.

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