L’aeroplano Rutan Voyager di Elbert “Burt” Rutan

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II Rutan Voyager è famoso non soltanto per il suo design, ma anche per il ruolo che ha svolto in un’impresa che ha richiesto grande tenacia e perseveranza.

Sistemati in uno spazio ridotto nella fusoliera a forma di sigaro, Dick Rutan e la sua copilota, Jeanne Yeager, compirono volando sul Voyager il primo giro del mondo senza rifornimento.

Il decollo avvenne il 14 dicembre 1986. Nove giorni più tardi, i due atterrarono, dopo aver percorso 42.212 chilometri alla velocità, quasi disperatamente lenta, di 185 chilometri orari.

Questo piccolo e grazioso aeroplano si rivelò più che all’altezza del compito e il suo volo scatenò l’immaginazione degli appassionati di aviazione di tutto il mondo, garantendo a Dick Rutan e a Jeanne Yeager un posto fra le leggende dell’aviazione.

Il Voyager doveva essere forte e resistente: le ali flessibili dell’aereo (che con i 3.181 chilogrammi di carburante che trasportava era, in pratica, quasi un serbatoio volente) avevano toccato la pista durante l’intero decollo dalla base aeronautica di Edwards, in California.

Una volta decollati, a Rutan e Yeager toccò effettuare con il Voyager alcune manovre violente per far staccare le punte danneggiate delle ali.

A quel punto furono liberi di dirigersi verso il Pacifico per un viaggio che sarebbe stato da record.

Il merito dell’efficacia del design che stava dietro al progetto Voyager andava attribuita al fratello di Dick, Burt.

I fratelli Rutan erano entrambi piloti provetti, ma Burt era, e continua ad essere, il grande genio del moderno design di aeroplani.

Burt si era già fatto una reputazione con una serie di aeroplani in kit, che i piloti potevano assemblare da se nei garage o nelle officine.

La caratteristica del design di Rutan è l’ala canard, un’aletta collocata davanti alla lunga ala principale. Sistemata strategicamente per dare all’aeroplano la possibilità di planare docilmente, l’aletta canard del Voyager collega le due aste laterali alla fusoliera, rafforzando il velivolo e conferendogli una grande integrità strutturale.

Come designer, per la realizzazione dei suoi design radicali, Burt era stato attratto inizialmente dai nuovi materiali, tra quali i leggerissimi fogli di grafite sagomato a nido d’ape in sezioni quadrate.

Il Voyager era stato realizzato quasi interamente con due strati sovrapposti di 6 millimetri ciascuno di carta a nido d’ape e fibra di grafite, materiali che danno a quest’aereo la leggerezza necessaria per restare in aria nonostante i piccolissimi motori, oltre alla incredibile resistenza e alla flessibilità necessarie per resistere ai rigori di un volo attorno al mondo.

Il Voyager a esposto nel Museo dell’Aria e dello Spazio della Smithsonian Institution a Washington.

Il record del Voyager catapultò il designer Burt Rutan all’avanguardia del design di aeroplani, status confermatogli nel 2004 con il premio Ansari, ricevuto per lo SpaceShipOne, il primo aeroplano privato ad aver raggiunto lo spazio e ad essere rientrato sano e salvo sulla Terra.

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