La Citroen SM

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Dal lancio sul mercato avvenuto nel 1970, l’Automobile Citroen SM (Serie Maserati) ha rappresentato l’apice del lusso nel design automobilistico, al punto da indurre un giornalista di Motor Trend a recensirla con le seguenti parole cariche di entusiasmo: “Avverto l’impulso irrefrenabile di comunicarvi che la Citroen SM e indiscutibilmente la migliore automobile al mondo”.

Spiritosamente battezzata Sa Majesté (Sua Maestà) dai suoi estimatori di tutto il mondo, l’auto era il frutto di otto anni di collaborazione tra lo staff di design Citroen, guidato da Robert Opron, e Giulio Alfieri, creatore del motore Maserati C114 utilizzato per la SM.

Nonostante la somiglianza con le Citroen prodotte in precedenza in particolare il rivoluzionario modello DS col caratteristico telaio ribassato simile a uno scarabeo, le sospensioni idropneumatiche e la trazione anteriore che garantiva un saldo contatto col fondo stradale, la vettura offriva dettagli di design insoliti in grado di mandare in visibilio tanto gli automobilisti quanto gli specialisti.

Le ingegnose “pinne” dalla linea aerodinamica, il servosterzo a cremagliera e un volante autocentrante che attivava i fari direzionali.

La tanto ammirata disposizione dei fari anteriori, con lo schieramento di tre lampadine protette da vetro che fiancheggiavano la targa posizionata centralmente, negli Stati Uniti per ragioni di sicurezza fu sostituita da una configurazione più convenzionale, con grande delusione degli appassionati americani.

Il parabrezza che avvolgeva tutta la struttura e il profilo ribassato le conferivano un aspetto molto curato, e ben presto comincio a fare capolino alla televisione e nei film, oltre the nelle collezioni personali dei suoi molti e disparati ammiratori, come lo scrittore Graham Greene, il primo ministro sovietico Leonid Breznev, l’imperatore etiope Haile Selassie e il dittatore dell’Uganda Idi Amin.

Malgrado il fatto che nei cinque anni in cui rimase in produzione l’automobile sia stata apprezzata, riuscendo a vendere più di 12.900 esemplari a intenditori europei e nordamericani, la crisi energetica della meta degli anni Settanta pose fine alle vetture che consumavano molta benzina, in vista di una recessione galoppante, aprendo il varco alle automobili più piccole ed economiche in arrivo dal Giappone.

 

 

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