La paletta KS 1068 di Gino Colombini

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Gino Colombini sviluppò questa praticissima paletta usando il polistirene, un materiale rigido, durevole e facile da produrre, e leggermente flessibile sotto l’inevitabile sforzo che il suo uso comporta.

A differenza delle palette tradizionali, solitamente formate da elementi separati, (un manico di legno e una paletta di metallo) la leggera KS 1068 poteva essere prodotta in un unico pezzo, con un processo di stampaggio a iniezione della plastica assai più rapido e che oltretutto moltiplicava le possibilità di realizzarla in una varietà di colori attraenti.

L’intelligenza del design della paletta si palesa tutta nel suo manico eretto, che evita a chi lo adopera di piegarsi per raccogliervi polvere e spazzatura.

Come altri prodotti di Colombini, disponibili a un prezzo accessibile, anche l’altemativa KS 1068 riscosse un considerevole successo commerciale.

Colombini aveva iniziato la propria carriera nello studio d’architettura di Franco Albini a Milano, dove lavorò dal 1933 al 1953.

Albini era contrario a un design frivolo, ispirato solo alle mode, e prediligeva piuttosto l’uso di materiali comuni per la produzione in serie, e soluzioni tecniche improntate alla semplicità.

Questo tipo di approccio ebbe una forte influenza su Colombini, che lo mantenne per tutto il tempo in cui fu direttore tecnico della Kartell, l’azienda milanese produttrice di oggetti di plastica.

Colombini, assieme al fondatore Giulio Castelli, fu a sua volta determinante alla crescita di questa azienda all’avanguardia.

La Kartell era interessata a esplorare le nuove e relativamente ignote potenzialità della plastica, e fu presto in grado di creare forme colorate e curve con il processo di stampaggio a iniezione, conquistandosi una fetta di mercato unica.

Colombini indagò dal canto suo i limiti tecnici tollerabili dai vari tipi di plastiche e assegno alla produzione di articoli per la vita quotidiana (spremilimoni, scolapasta, battitappeto, secchi, portaombrelli e valigette portapranzo per i bambini), la più adeguata tecnica di produzione.

Mentre all’inizio degli anni Cinquanta gli acquirenti guardavano ancora con cautela all’introduzione sul mercato di massa di plastiche di vario tipo, Kartell contribui a conquistare la clientela con i suoi piccoli ed economici prodotti, che ampliarono definitivamente i limiti preconcetti del materiale plastico per uso domestico.

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