Lo schedario rotativo Rolodex di Arnold Neustadter

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Arnold Neustadter era, a detta di tutti, un uomo organizzato in modo incredibilmente pignolo.

Le sue numerose invenzioni degli anni Trenta hanno tutte a che vedere con l’archiviazione e l’organizzazione di informazioni di vario tipo, e hanno tutte in comune il suffisso “-dex”.

La prima di tali invenzioni era stata un calamaio a prova di rovesciamento denominato Swivodex, che nel corso degli anni fu seguito da un Clipodex, un Punchodex e un Autodex, anche se il più conosciuto di tali ingegnosi strumenti rimarrà sempre il Rolodex, un sistema di archiviazione di dati e indirizzi basato su un cilindro rotativo.

Il suo sviluppo ebbe origine negli anni Quaranta a partire da un’altra innovazione, il Wheeldex, ma arrivò a essere commercializzato soltanto nel 1958.

Questa lunga gestazione porta a un oggetto che ripagò l’impegno profuso, perchè il design divenne un successo pressochè istantaneo.

Non soltanto il suo sistema operativo è del tutto intuitivo, anche la sua forma è chiaramente espressiva della sua funzione.

Il suo telaio di acciaio cromato ha uno stile austero, ripreso dalla semplicità delle sue manopole di regolazione su entrambi i lati.

Qualsiasi scrivania sulla quale faccia bella figura un Rolodex fa si immediatamente che il suo proprietario sia considerato una persona efficiente, impegnata e organizzata.

In un’epoca in cui l’office management era organizzato secondo le idee di F.W. Taylor (per il quale gli impiegati dovevano essere coordinati e semplificare al meglio le loro mansioni per massimizzare la produttività) — il Rolodex ne divenne un potente simbolo.

Lo si evince chiaramente dal film di Billy Wilder L’appartamento (1960), nel quale Jack Lemmon interpreta la parte di un impiegato che proprio in virtù del suo Rolodex si differenzia dagli altri trentamila colleghi.

Malgrado le considerevoli trasformazioni rispetto alle mansioni degli impiegati degli anni Cinquanta, il Rolodex resta tuttora un accessorio indispensabile sulla scrivania di milioni di persone di tutto il mondo.

Si continua infatti a vendere in milioni di pezzi ogni anno, tanto da essere entrato a tutti gli effetti nel lessico comune, tanto quanto Hoover e Nylon.

Non sorprende che oggi, in piena era digitale, la sua interfaccia sia stata adattata anche al computer.

L’azienda (oggi appartenente a Rubbermaid) continua a perfezionare questo articolo per le moderne esigenze: e di sicuro lo stesso Neustadter avrebbe applaudito l’apparizione dell’Electrodex.

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