Dante Giacosa

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BIOGRAFIA

Dante Giacosa nasce a Roma nel 1905. Compie studi classici e nel 1927 si laurea in ingegneria meccanica a Torino presso il Politecnico.

Nel 1928 e alla SPA in qualità di disegnatore di veicoli militari. Nel 1929 entra in Fiat, da prima nell’Ufficio Progettazione Motori Diesel per veicoli industriali, successivamente in quello dei motori per aviazione.

Nel 1934 progetta la Fiat Prototipo Zero A, una 500 cc. che verrà detta “Topolino” dal 1936, l’anno d’inizio della sua produzione seriale.

Nel 1946 assume la direzione degli uffici tecnici autoveicoli Fiat. La 1400 sarà la prima vettura Fiat a carrozzeria portante nel 1954.

Con la 600 del 1955, prodotta nell’arco di quindici anni in misura di 2.600.000 esemplari, Giacosa inventa un nuovo genere di produzione automobilistica: l’utilitaria.

Nel 1957 nasce la 500, l’auto minima, che sarà prodotta sino al 1975 in misura di 3.600.000 unità.

Dal 1958 al 1970 dirige il Centro Stile Fiat. Per l’alta ricerca tecnico-formale, alla 500 viene assegnato il Compasso d’Oro nel 1959.

Giacosa progetta in seguito la 1300 e la 1500, la 124 e la 125: “La miglior Fiat nata con minor fatica”, soleva dire. Muore a Torino nel 1996.

DANTE GIACOSA DESIGNER

Scrive Renato De Fusco riferendosi al rapporto arte-industria in Italia tra la prima e la seconda guerra mondiale: “I progetti e i prodotti degli anni fra le due guerre, ove si eccettuino gli arredamenti dei grandi transatlantici, dei treni di lusso, di qualche ambiente particolare, sono informati all’etica dell’orgoglio della modestia;

coincidente per altro verso con quel clima di autarchia imposto dal regime al potere, il quale, se aveva una politica culturale incerta fra moderno e antimoderno per l’architettura, ancor meno orientato era nel cameo delle arti industriali.

Il prodotto forse più emblematico di questo periodo e la Fiat 500 Topolino del 1934, progettata da Dante Giacosa e programmata per essere la prima automobile popolare italiana”.

La mitica 500 cc di Dante Giacosa nasce Prototipo Zero A nel 1934 ed entra in produzione Fiat nel 1936. Vi resterà sino al 1948. “L’esperienza nel campo aeronautico”, commenta Andrea Nulli, “fu utile a Giacosa nel disegno della 500, dove il motore veniva sostenuto dal telaio come un motore d’aviazione dalla carlinga dell’aereo…

Lo studio dell’abitabilità aveva portato l’ingegner Schaeffer ad avanzare di molto il posto di guida in modo da ottenere uno spazio posteriore per i bagagli o per i bambini, pur nelle ridottissime dimensioni imposte dalla vettura.

Le automobili dell’epoca avevano tutte il motore collocato tra l’assale anteriore e il cruscotto, ma nel progetto non vi era spazio sufficiente;

Giacosa risolse il problema sistemando il motore davanti all’asse delle ruote anteriori, una soluzione simile a quella adottata oggi nelle vetture a trazione anteriore, mentre il radiatore fu spostato dietro al motore.

La miniaturizzazione imposta ad ogni componente della 500, dal telaio al motore e al diametro delle ruote, determinò la necessità di una razionalizzazione estremamente accurata del disegno della vettura, arrivando fino a far collaborare la struttura metallica della carrozzeria alla rigidezza dell’insieme”.

Anche se, in effetti, non tutti possono permettersi l’acquisto di una Topolino, il progetto di Giacosa concretizza l’attesa dell’auto popolare.

Nel dopoguerra egli sperimenta la possibilità di realizzare una vettura a carrozzeria portante: nasce nel 1954 la Fiat 1400.

Nel 1955 al Salone di Ginevra “la Fiat lanciava sul mercato col nome di 600 la prima vettura nata per sostituire la 500 Topolino 2 posti”, annota Giampiero Bosoni.

La 600 presentava pesi e dimensioni pressochè uguali… ma ad un prezzo d’acquisto inferiore e soluzioni di meccanica e di carrozzeria decisamente superiori.

La vettura era di concezione nuova in ogni suo dettaglio, distinguendosi particolarmente rispetto ai modelli precedenti per tre importanti innovazioni: la carrozzeria a struttura portante, il semplicissimo motore a quattro cilindri, disposto posteriormente, e il tipo di sospensioni anteriori a ruote indipendenti.

Soprattutto la disposizione tutto dietro del sistema di trazione costituiva la caratteristica principale della nuova concezione di questa vettura, poichè consentiva una maggiore abitabilità interna, malgrado il minimo ingombro esterno, e aveva costi contenuti, essendo ridotto il peso di trasmissione e del ponte posteriore.

Nel 1956 ebbe inizio la produzione della versione a tetto apribile e della 600 famigliare a 6 posti denominata Multipla che sostituiva la Giardinetta 500 Belvedere.

Negli anni successivi la 600 conosce delle modifiche sostanzialmente di dettaglio”.

Essa inaugura l’era della cosi fiancata e l’ossatura della portiera, consentendo cosi un minimo spreco di ritagli e una maggiore semplicità di costruzione.

Preventivata una produzione di cinquecento unità giornaliere, il lancio di questa piccola vettura avvenne in grande stile nella Primavera del 1957.

Per la cura posta nel disegno della carrozzeria, che rinunciava alla tradizionale figuratività dell’automobile, e per la particolare attenzione rivolta alto studio di soluzioni estetiche atte a facilitare la produzione, l’ing. Dante Giacosa riceve nel 1969 il premio Compasso d’Oro.

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