Il vaso Fazzoletto di Fulvio Bianconi e Paolo Venini

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Il vaso Fazzoletto di Fulvio Bianconi è una variazione di un precedente vaso, il vaso Cartoccio, disegnato da Piero Chiesa per FontanaArte nel 1985.

Il vaso Cartoccio era realizzato in vetro industriale pressato in uno stampo e presentava un bordo superiore inclinato.

II vaso di Bianconi differiva dal vaso Cartoccio per le punte asimmetriche, create facendo girare in cerchio il vetro fuso e consentendo alla forza di gravità di formare a caso le punte.

II vetro fuso che, nella “canna” di soffiaggio, inizialmente era stato destinato a diventare un globo, durante la soffiatura diventava una forma liberamente svolazzante nello spazio, come un fazzoletto di pizzo tenuto in aria dal vento.

Benchè le variazioni delle combinazioni dei colori fossero innumerevoli, dal 1960 Venini cominciò a produrlo in tinta unita.

Nel 1987 il modello ottenuto sovrapponendo due colori fu chiamato Fazzoletto Opalino.

II vaso Fazzoletto realizzato in tre varianti: Lattimo, A Canne e Zanfirico.

II modello “Lattimo” più comune quello in vetro color bianco latte Ia cui opacità si ottiene aggiungendo al vetro fuso dei microcristalli che si separano quando il vetro si raffredda e che riflettono la luce quando ne sono colpiti.

Il vetro “Lattimo”, rifinito con smalti multicolori, fu molto popolare nel XVI secolo, ma fu poi abbandonato finchè non fu riscoperto, nel secolo XX, dalle vetrerie di Murano.

Il modello “A Canne” riceve il nome da un piccolo tubo che si utilizza nella produzione del vetro e che permette al vetro fuso di essere portato a una certa temperatura per formare tubi di vetro estremamente lunghi.

Le numerose variazioni di colore del vaso Fazzoletto sono realizzate con questo metodo, vale a dire sovrapponendo vetro colorato a una base opaca.

Il modello “Zanfirico“, invece, fa riferimento al procedimento nel quale si attaccano due tubi di metallo ai due estremi di un tubo di vetro che, dopo essere stato scaldato al punto di fusione, può essere stirato e ruotato da due tecnici fino a dare al tubo di vetro una forma a spirale.

Questo vaso diventò presto uno degli oggetti di maggior successo della Venini e fu commercializzato a livello internazionale in due misure, una più grande di 35 centimetri, e una più piccola di 27,5 centimetri.

La sua popolarità aumentò dopo che fu inserito nell’esposizione itinerante Italy at Work che, tra il 1951 e il 1953, fece il giro degli Stati Uniti.

Il vaso Fazzoletto è in produzione da decenni ed è diventato un oggetto rappresentativo della lavorazione italiana del vetro degli anni Cinquanta.

I vasi originali sono identificati senza eccezione da un marchio acido che comprova la loro autenticità.

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