Charles Eames

BIOGRAFIA

Charles Eames nasce a Saint Louis, nel Missouri, nel 1907.

Dal 1924 al 1926 studia presso la Washington University School of Architecture nella città natale.

Nel 1940 è chiamato alla direzione del dipartimento di design sperimentale della Cranbrook Academy of Art, Bloomfield Hills, Michigan.

Nel 1941 partecipa insieme a Eero Saarinen al concorso Organic Design in Home Furnishing, bandito dal Museum of Modern Art di New York, su iniziativa del Bloomingdale Department Store.

Nello stesso anno, dopo aver ottenuto il divorzio dalla prima moglie, sposa Ray Kaiser, sua assistente, che si era trasferita alla Cranbrook Academy of Art dopo aver studiato pittura a New York con Hans Hoffman.

Stabilirà con Ray il noto duraturo sodalizio.

Sempre nel 1941 lavora presso l’Art Department della Metro Goldwin Meyer a Los Angeles.

Nel 1944 apre Case Study House n. 8 a Venice, in California, uno studio-laboratorio.

Sperimenta per conto di Herman Miller nuove tecniche produttive e progetta la collezione di sedie e poltrone per l’azienda medesima. Dal 1950 al 1970 inventa e produce numerosi film didattici.

Muore nel 1978 a Saint Louis.

 

CHARLES EAMES DESIGNER

Ben si delinea, nel contesto americano del dopoguerra, l’importanza dell’opera di Eames.

Gli Stati Uniti infatti”, osserva Gillo Dorfles, “che, attorno agli anni trenta erano ancorati ad un’estetica del prodotto quanto mai edonistica e priva di purezza stilistica, dovevano ricevere un apporto formidabile dal trasferimento sul loro suolo di molti artisti europei fuggiaschi dal nazismo e dal fascismo.

Fu cosi che a Chicago si venne istituendo l’Institute of Design (guidato in un primo tempo da Moholy-Nagy e in seguito da Jay Doblin a partite dal 1955, che fu, soprattutto nei primi tempi, quasi una continuazione dei metodi bauhausiani.

Anche in altri istituti già esistenti come l’IIT di Chicago (dove per lunghi anni insegnò Mies) e il MIT di Cambridge (Mass.), l’Universita di Harvard e quella di Yale, e alcuni istituti della California, si trasferirono parecchi dei più giovani allievi del Bauhaus portando ovunque nuove idee e nuovi metodi didattici”.

Le architetture di Gropius, Breuer e, soprattutto, Mies van der Rohe influenzano indubbiamente l’evoluzione del gusto mentre “l’industria americana”, precisa Renato De Fusco, “sembra dare dalla fine della guerra agli anni Settanta il meglio di sé, per ciò che attiene alla vicenda del design, nel settore del mobile”.

Charles Eames agisce proprio nell’ambito produttivo che più si apre al design: attore di primo piano, gioca la sua parte con grande maestria e intelligente creatività.

Nello scenario del mobile infatti “convergono la tradizione dello Streamlining”, continua De Fusco, “l’eredità bauhausiana, la lezione di Aalto, i modelli di Le Corbusier, le vaste e notevoli esperienze tecnologiche maturate durante il conflitto, nonchè lo spirito della migliore cultura autoctona (Greenough-Melville) incarnato nell’opera di Charles Eames, il maggiore esponente del furniture design e il primo disegnatore di mobili americano che si sia imposto in campo internazionale”.

Sarà autore, per Herman Miller, di ideazioni che assurgeranno a classici del design industriale del Novecento.

C’è da aggiungere”, annota Karl Mang, “che la tecnologia americana, grazie alla ricerca nel campo degli armamenti, aveva compiuto un poderoso passo in avanti e subito dopo la guerra potè riorganizzarsi per i bisogni del tempo di pace.

Le esperienze, ad esempio dell’impiego di materie plastiche nell’industria aeronautica, trovarono una rapida applicazione in altri settori”.

Un primo esempio dell’impegno creativo di Eames nel settore del mobile si verifica in occasione del concorso Organic Design in Home Furnishing del 1941.

Egli presenta, insieme a Eero Saarinen, uno studio di sedute che risultano risolte, grazie alle nuove tecnologie acquisite, in forma di calice tridimensionale, pertanto più prossime a mobili scultura.

La maggior parte dei mobili costruiti dalla ditta Herman. Miller in collaborazione con Charies Eames fino agli anni Sessanta”, continua Mang, “possono essere ricollegati ai risultati di questo concorso.

Senza l’impegno di questa azienda che aveva a quell’epoca un’importanza ancora decisamente limitata, non sarebbe stata neppure possibile quell’evoluzione che in breve tempo fece dell’America il paese guida nel settore del mobile moderno.

Accanto al procedimento per piegare in modo tridimensionale il compensato, vennero studiati a fondo i problemi della connessione tra telai in sottile tubo metallico e sedili in legno compensato, cosi come di forme di compensato tra loro.

Si prestò inoltre particolare attenzione all’impiego di nuove materie plastiche, usate dall’industria aeronautica, e allo sviluppo di una tecnica industriale di saldatura a punti, da utilizzarsi per la fabbricazione di poltroncine a calice di filo metallico.

Per la prima volta dall’epoca della produzione della sedia Thonet, l’industria sfruttò la possibilità di scegliere tra una grande quantità di sedie sperimentali le più riuscite, per immetterle nella produzione di serie.

Sebbene solo una parte dei prototipi di Charles Eames fu prodotta in serie dalla ditta Miller, tutti questi modelli svolsero un ruolo di importanza decisiva nel design (lei mobili dei vent’anni successivi”.

Ecco allora nel 1948, prodotta da Miller, una sedia con sedile e schienale in compensato preformato e struttura in tubo d’acciaio cromato.

Eames sperimenta la piegatura delle parti lignee costruendo modelli in gesso che trasferisce direttamente alla pressa di deformazione.

Del 1950 la poltroncina che accoppia una struttura in asticelle metalliche a sedile in poliestere rinforzato con fibra di vetro.

Del 1951 la sedia con struttura in asticelle di metallo e sedile in filo metallico. “A riprova del fatto che l’autore, derogando da schemi europei, vuole ottenere ad un tempo il continuo e il discontinuo fra supporto e scocca, sta l’idea di rivestire quest’ultima di stoffa talvolta ricoprendola interamente, talaltra solo in parte.

Altro esempio di discontinuità e offerto dalla famosa Upholstered Longue Chair and Ottoman del 1957, che apre la serie delle poltrone con poggia piedi, ispirate alla settecentesca chaise-longue à deux corps”.

Un anno dopo la splendida Longue Chair è la volta delle sedie e poltrone Alluminium Group, esempi eccellenti di padronanza tecnica e risoluzione estetica del prodotto furniture design.

Del 1961 è la poltroncina La Fonda, un vero saggio di equilibrio tecnico-formale.

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