La Aprila di Vincenzo Lancia

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La Lancia Aprilia fu una delle prime automobili aerodinamiche a riscuotere un successo commerciale, ed è considerata il capolavoro di Vincenzo Lancia, fondatore nel 1906 a Torino della fabbrica che porta il suo nome.

Figlio di un ricco produttore di minestre, Lancia aveva lavorato per la Fiat, per la quale continuò in seguito a correre come pilota.

Il suo successo iniziò nel 1922 con la Lambda, un’auto a chassis e carrozzeria integrati, che introdusse al pubblico, e fece apprezzare, la qualità e le prestazioni delle Lancia.

Presentata al pubblico nel 1937, all’indomani della morte del suo inventore, l’Aprilia fu la prima auto basata su principi dell’aerodinamica a essere prodotta in serie, e per diversi anni fu presa come modello da tutte le auto successive.

Era una berlina monoscocca, senza montanti centrali e a quattro porte, ma la sua caratteristica principale era il muso a V, in cui la griglia del radiatore agiva da fendivento: un profilo appuntito, pensato per ridurre la resistenza all’aria e che nel corso degli anni successivi ispirò molte auto italiane.

Ma oltre a essere aerodinamica, l’Aprilia vantava anche sospensioni a quattro ruote indipendenti molto rare all’epoca, un motore V4 e camere di combustione emisferiche.

Compatta e relativamente leggera, poteva raggiungere una velocità massima di 128 Km/h (80 m/h).

L’Aprilia ebbe un successo maggiore rispetto ad altri modelli aerodinamici, come la Chrysler Airflow del 1934, che malgrado fosse radicalmente innovativa non ebbe una grande diffusione, anche a causa della generale situazione economica degli Stati Uniti nei primi anni Trenta.

Nel 1939 ne fu progettata e lanciata una seconda serie, che restò in produzione sino al 1949. Presentava un motore più potente da 48 hp, e in qualche versione un quadrante per gli indicatori, mantenendo immutate le altre caratteristiche tecniche.

La seconda serie rimase in produzione fino al 1949, e dagli stabilimenti di Torino uscirono 20.082 auto e 7.554 chassis: grazie alla meccanica, alla fattura e al design raffinato dell’Aprilia, la Lancia era riuscita a sopravvivere alla seconda guerra mondiale.

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