La 2 cv di Flaminio Bertoni

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L’aria semplice e funzionale, e la personalità particolare della piccola Citroën Due Cavalli, 0 TPV (da Toute Petite Volture, piccola vettura), l’hanno resa uno dei più duraturi design d’automobile, alla quale non è possibile pensare senza un moto d’affetto.

Fondata nel 1919, la Citroen fu sin dall’inizio un’azienda rivoluzionaria: fu la prima a usare la produzione in serie e ad adottare uno styling aerodinamico.

Pierre Boulanger, che nel 1935 divenne direttore dello stabilimento di Parigi, volle la Due Cavalli come macchina per la campagna francese: nelle sue specifiche la dettagliò in modo tale che potesse trasportare due contadini e un sacco di patate, e che potesse percorrere strade accidentate di campagna senza danni per i panieri di uova.

Poichè il requisito prioritario di quest’auto doveva essere la leggerezza, i materiali originariamente utilizzati per l’automobile (uno chassis in lega di magnesio, finestrini di mica, una carrozzeria di metallo ondulato, sedili di tubolare d’acciaio e stoffa) sottolineavano già a prima vista che la caratteristica di questa automobile era la praticità, e non I’estetica.

Nello spirito del design modernista, e con l’importante contributo dello scultore italiano Flaminio Bertoni, tuttavia, anche il “funzionale” divenne “bello” e fino al momento in cui cessò di essere prodotta, nel 1990, la 2CV divenne uno dei design più apprezzati e più longevi del XX secolo.

La versione postbellica della Due Cavalli fu lanciata al Salone dell’Automobile di Parigi del 1948: leggermente modificata per una clientele urbana più raffinata (il magnesio fu sostituito dall’acciaio, la mica dal vetro e il doppio faro da uno solo) la “lumaca di latta“, come fu soprannominata, conquistò rapidamente un gran numero di ammiratori, ben al di là del target previsto.

Il suo fascino risiedeva certamente tutto nella particolare combinazione di personalità schietta, utilità e di un carattere tutto francese.

Bertoni in seguito disegno anche l’Ami 6, un’altra bizzarra piccola vettura, che in teoria avrebbe dovuto sostituire la Due Cavalli, ma che non si dimostrò all’altezza della sfida.

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