La cabina telefonica Britannica K6 di Sir. Giles Gilbert Scott

Nel 1924, Sir. Giles Gilbert Scott vinse il concorso a tre per progettare una cabina telefonica standard da utilizzare in tutta la Gran Bretagna, e realizzabile in serie.

La K2, un mini-edificio in acciaio e vetro di proporzioni classiche, coronato da una cupola poggiata su quattro frontoni che terminavano a forma di segmenti, fu dislocata in particolare nelle grandi e nelle piccole città.

Molto ammirata per il suo aspetto monumentale e prestigioso, sembrava inserirsi bene in un contesto urbano, nonostante l’irriverente colore rosso acceso.

Undici anni più tardi, per andare incontro alla richiesta di cabine telefoniche raggiungibili da ogni casa del paese, a Scott fu chiesto di modificare il modello.

Il risultato fu la cabina K6 o Jubilee Kiosk, per la quale Scott aveva abbassato l’altezza a 2,5 metri e ridotto il peso alla metà per facilitarne il trasporto e I’installazione.

Scott aveva inoltre aumentato il numero delle file di finestrelle da sei a otto, e spostato i profili all’esterno per creare una superficie della finestra centrale più ampia.

Questi cambiamenti, assieme a un allontanamento dallo stile greco della K2, toglieva alla K6 l’aspetto monumentale privilegiandone uno più leggero e più moderno.

Come architetto, Scott lasciò il suo segno anche nel paesaggio urbano.

Tra i suoi edifici si annoverano la Cattedrale Anglicana, che torreggia sopra Ia città di Liverpool, e tre tra i più importanti edifici di Londra: la Battersee Power Station (1929-1955), il Waterloo Bridge (1939-1945) e la sede della Bankside Power Station (1955), che ora ospita il museo Tate Modern.

La vasta diffusione e la longevità del design della K6 (tra il 1936 e il 1968 ne furono istallate più di 60.000, poi sostituite della K8, disegnata da Bruce Martin e allestita con vetro temperato) determinarono anche un fortissimo impatto sul paesaggio architettonico britannico.

Nelle aree rurali, la K6 era stata contrastata da chi trovava che disturbasse il paesaggio. nonostante, resta uno degli oggetti di arredo urbano più riconoscibili del secolo XX e, ora che sta gradualmente sparendo dalle strade urbane e rurali della Gran Bretagna, la sua assenza suscita nostalgia.

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