La moto Harley Davidson EL

Spesso soprannominata “la madre della motocicletta moderna”, l’Harley-Davidson EL totalmente rinnovata in quanto a motore, trasmissione e telaio, è stata da molti punti di vista il prototipo di tutte le Harley-Davidson successive.

All’apice della Depressione del 1931, l’azienda americana decise di stimolare il mercato mettendo a punto una moto innovativa.

Quando, cinque anni più tardi, uscì il modello EL, tale decisione si rivelò la migliore che l’azienda avesse mai preso, e Harley-Davidson divenne di fatto il produttore di motociclette leader del mercato statunitense.

Mentre la sua concorrente principale dell’epoca, l’Indian Motor Company, continuava a utilizzare i vecchi motori a valvole laterali, l’Harley-Davidson diede alla sua EL un più moderno motore a valvole anteriori che, nel lungo periodo, sarebbe diventato uno standard.

II modello EL fu caratterizzato da decisi cambiamenti stilistici e da un look assolutamente unico: il coperchio del castello dei bilancieri assomigliava alle nocche di un pugno chiuso, da cui il soprannome della moto, Knucklehead.

In linea con la reputazione dell’Harley-Davidson per le innovazioni, la EL fu lanciata sui mercato con poca pubblicità e senza clamori.

La nuova moto era una sorta di prototipo e nei primi anni di vita subì molte altre modifiche.

Oltre che per le valvole, si distingueva dagli altri modelli Harley-Davidson per varie caratteristiche: un serbatoio a forma di U collocato intorno alla batteria, così che l’olio non fosse più all’interno del serbatoio del carburante.

Una forcella frontale tubolare più robusta, invece del precedente modello a trave, un serbatoio del carburante rotondo, liscio è dotato di un tachimetro indicatore della pressione dell’olio, un interruttore d’accensione e amperometro, un miglior sistema di circolazione dell’olio, invece di quello completamente dispersivo del modelli precedenti.

Costruita dal 1936 al 1940 con un motore bicilindrico a V da 1.000 cc che avrebbero dovuto corrispondere a 40 hp, la moto EL abbinava il peso leggero delle moto più piccole a una potenza in grado di competere con quelle da 1.200 cc.

L’esito di questi sbalorditivi progressi tecnici e ingegneristici si potè apprezzare quando Joe Petrali guidò una EL battendo a Daytona il record dei 219 chilometri orari prima, quello dei 294,5 in seguito, e quando Fred Ham percorse 2.937 chilometri in 24 ore.

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Harley Davidson model EL

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