La Porsche 911 di Ferdinand Porsche

Un’automobile sportiva, non un’auto da corsa.

Questa la formula alla base del successo di Ferdinand Porsche, progettista prima del Maggiolino Volkswagen e poi di alcune fra le automobili sportive più famose del mondo.

Tutto inizia nell’immediato dopoguerra.

Nel 1948, sulla scocca e sulla meccanica del Maggiolino, Porsche innesta una carrozzeria scoperta, filante, aerodinamica.

Lontano dai circuiti, e l’evocazione del divertimento, dell’evasione.

La serie 356 è una sorta di felice messa in scena della velocità, un brivido possibile. La serie 356 esce di produzione nel 1965. Già da un anno il suo posto e stato di fatto preso dalla nuova 911.

Porsche ha alzato la posta. Non più telaio e motore del Maggiolino: un progetto nuovo e un potente motore a sei cilindri.

Ma la vera forza della Porsche non è tanto la velocità o la potenza (che pure l’auto offre a piene mani), quanto l’aver saputo conservare lo stesso intuitivo impianto aerodinamico.

A dispetto di tutte le evoluzioni tecniche che ne hanno modificato ogni dettaglio, l’immagine della Porsche 911 sembra non mutare, riproponendoci intatto il mito della velocità.

Grazie a questa intima coincidenza fra sogno e tecnologia che la 911 è riuscita a superare il tempo, le mode, le crisi petrolifere raggiungendo l’olimpico status del classico della modernità.

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