Joe Colombo

BIOGRAFIA

Cesare Colombo, detto Joe, nasce a Milano nel 1930.

Dal 1949 al 1954 studia all’Accademia di Brera, quindi al Politecnico.

Elemento di spicco del Nuclear Painting, movimento fondato da Sergio D’Angelo ed Enrico Baj nei primi anni cinquanta, è attivo come pittore e scultore nella seconda metà della decade, quando aderisce al gruppo Arte concreta.

Alla morte del padre, nel 1959, Colombo si interessa all’azienda di famiglia, segue le sperimentazioni di nuovi materiali, quali la plastica rinforzata, metodi e tecniche inedite.

Nasce la sua vocazione per il design.

Nel 1962 apre uno studio a Milano. Dello stesso anno, in collaborazione con il fratello Gianni, la lampada Acrilica per O-Luce che gli farà ottenere la Medaglia d’oro alla XIII Triennale di Milano.

Nel 1964 riceve il premio In Arch per la definizione degli interni di un albergo in Sardegna; progetta i mobili Uomo-Donna per Arflex e i bicchieri asimmetrici per Arnolfo di Cambio. Del 1965 la cucina monoblocco per Boffi.

Sempre del 1965 è la lampada Spider per O-Luce, Compasso d’Oro in quell’anno.

Del 1967 la sedia Universale per Kartell. Del 1970 il Compasso d’Oro per il Candyzionatore. Muore a Milano nel 1971.

 

JOE COLOMBO DESIGNER

Joe Colombo definiva le microunità “macchine coordinate per vivere in un mondo nuovo“.

Nel concept abitativo del 1969, realizzato in collaborazione con la Bayer “la cucina consisteva in un Kitchenbox-Block completamente automatizzato”, commentano Klaus-Jurgen Sembach, Gabriele Leuthauser, Peter Gossel, “e ricordava nei dettagli il banco di manovra di una centrale di comando.

Intorno al tavolo da pranzo c’erano sedie in plastica, una cabina-letto rotonda era collegata ad una stanzetta da bagno.

Nel Central Living-Block predominava una piattaforma per il relax, formata da cuscini, con un bar incorporato, sopra la quale sembrava girare liberamente una biblioteca rotonda”.

E Ornella Selvafolta: “Joe Colombo ancorava i sostegni delle sue sedie Kartell in ABS più saldamente a terra, ma proponeva un appartamento modello composto da cucina in blocco unico stampato e completamente automatizzato, cabine da letto e piattaforme per il relax attrezzate come per una lunga odissea nello spazio”.

Colombo stesso giustifica il suo modo di intendere il progetto: “il bel prodotto luccicante colorato, il cui aspetto formale ricalca più o meno le linee pure dettate dalle leggi del razionalismo e del funzionalismo che risalgono a molti anni addietro, a quel tempo felice della Bauhaus e dell’architettura razionalista nonchè del mobile moderno scandinavo, non meno arricchito da substrati pseudoculturali e da manierismi di revival che ogni tanto riaffiorano, ci porta ad ascoltare il canto del cigno di un design che crea oggetti isolati bruciati ormai da un fatto di moda e possiamo inoltre assistere al caos che sempre più va formandosi nel microcosmo che costituisce l’habitat umano, la cui immagine confusa e disordinata va riducendosi ad un bazar di oggetti inutili e disparati, anche se in origine questi oggetti erano nati da una progettistica rigorosamente razionale e funzionale ma isolata e non coordinata.

Parallelamente, l’impronta che sta assumendo la nostra civiltà industriale ad alto livello tecnologico ci porta senza alcun dubbio, sul piano ideologico, ad una trasformazione globale dell’immagine ecologica.

Il paesaggio che oggi va formandosi attorno a noi ci porta verso altri diversi orizzonti.

Ciò era inevitabile, il furniture-design era l’ultimo prodotto di un processo che dalle dimensioni macroscopiche esterne del problema: l’urbanistica determinava l’architettura, questa a sua volta coordinava gli interiors i quali infine andavano riempiti con oggetti ed elementi di furniture il cui design non era coordinato e non nasceva certo da una ricerca pura attorno al problema, che solo nei casi più felici poteva essere trattato in un campo di semplice ricerca applicata.

L’analisi del problema dovrebbe dunque partire dal centro verso l’esterno, contrariamente a quello che normalmente si è fatto fino ad oggi.

Lo spazio immediato che circonda l’uomo, naturalmente inteso come campione estrapolato dalla collettività, dal gruppo, tutto ciò costituisce il suo microcosmo, nel quale egli vive e si muove, è il campo nel quale si dovrà condurre una serie di ricerche atte a risolvere  la problematica di un nuovo habitat più coerente ai nostri tempi, strutturato e coordinato.

A questo punto si può iniziare un discorso di antidesign che supera ogni valore oggettistico: sarà senza dubbio un discorso nuovo che si rifiuta a priori di prendere in considerazione gli elementi singoli che possono costruire un habitat per fare al contrario un discorso unitario.

I blocchi coordinati tra loro disposti in uno spazio libero determinano una struttura entro la quale l’uomo potrà vivere in maniera più coerente alla realtà di oggi che si proietta in un immediato domani“.

Se la breve esistenza di Joe Colombo si conclude, due anni dopo la presentazione del concept abitativo in questione, le sue ideazioni ancora oggi testimoniano l’estrema costante considerazione dell’uomo.

Si pensi alla lampada Acrilica del 1962: una sezione a C in perspex incocca il basamento in acciaio che annega un tubo fluorescente, la luce risale la curva trasparente con magico effetto.

Ai bicchieri Smoke per Arnolfo Di Cambio del 1964 che, impugnati con il solo pollice, permettono l’agilità prensile delle altre dita della mano.

All’orologio sveglia Optic del 1970 per Ritz-Italora, che interrompe il richiamo musicale al semplice cambiamento di inclinazione della cassa sul piano di appoggio.

Di Joe Colombo ero amico” ricorda Rodolfo Bonetto, “quando studiavo il jazz, all’inizio degli anni sessanta finivo a mezzanotte [e] andavo all’Aretusa, che è in una piccola vietta che sbocca in piazza Diaz, dove Baj, D’ Angelo e Colombo avevano arredato un piccolo locale tipo esistenzialista“.

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la lampada acrilica del 1962 per O-Luce
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la cucina monoblocco del 1965 per Boffi
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la lampada (versione da tavolo) Spider del 1965 per O-Luce
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la sedia universale del 1967 per Kartell

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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