Le posate Caccia di Luigi Caccia Dominioni, Livio e Pier Giacomo Castiglioni

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II modello di posate Caccia, che prende il nome da uno dei suoi designer, fu creato per la prima volta nel 1938 come progetto comune di un collettivo di autorevoli di progettisti italiani: Livio, Pier Giacomo Castiglioni e Luigi Caccia Dominioni.

Tutti e tre architetti, per molti anni collaborarono a una lunga serie di progetti, design di interni, installazioni per mostre, mobili e prodotti industriali.

II modello Caccia fu presentato alla Triennale di Milano del 1940 e fu descritto dal collega e critico italiano Gio Ponti in un articolo sulla rivista Domus come “le più belle posate esistenti“.

L’opinione di Ponti fu largamente condivisa, e tale fu il successo del design che le posate sono tuttora in produzione e utilizzate da molte famiglie italiane.

II modello Caccia rappresenta una pietra miliare nella storia del design di posate.

All’epoca il set costituì un esempio eccellente di come l’artigianato potesse abbracciare il futuro industriale degli utensili a uso domestico: il suo profilo è slanciato e ricurvo, dotato di una forma snella ed elegante, e c’è un gioco straordinario di spessori nei singoli elementi e tra i vari pezzi.

II servizio di posate Caccia è decisamente moderno ma serba in se l’essenza del classicismo, e il suo successo agli occhi del pubblico è riflesso nella sua popolarità costante negli anni.

All’epoca della sua prima commercializzazione, le posate Caccia erano disponibili unicamente in argento puro.

Mezzo secolo più tardi Alessi riconobbe però il potenziale del design sul mercato di massa, e nel 1990 le rieditò nella versione in acciaio inossidabile: lo stesso Luigi Caccia Dominioni completò il set servendosi dei disegni originali degli anni Trenta e aggiungendo una forchetta a quattro rebbi, visto che l’originale a tre era giudicato da molti alquanto insolito.

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