Il coltellino da tasca di Joseph Opinel

Questo coltello da tasca, realizzato in legno di pero e acciaio al carbonio, è una specie di lupo vestito da agnello.

E’ compatto, ha una forma aggraziata piacevole al tatto, e particolarmente funzionale e, una sorpresa quando lo si estrae dalla sua custodia apparentemente innocua, una lama di alta qualità che taglia davvero.

Si tratta di uno standard fra i coltelli, che in più di un secolo di vita non è ancora passato di moda.

Il probabile motivo è che, oltre a essere robusto e conveniente, anzichè fare molte cose male, fa una sola cosa, ma benissimo: con esso, è un piacere sia tagliare rami sia sbucciare una mela.

Joseph Opinel aveva diciannove anni quando progettò il coltello: voleva realizzare un coltello da tasca che fosse semplice, robusto e abbordabile, un insieme di qualità decisamente in anticipo per i suoi tempi.

Opinel era figlio di un costruttore di utensili della Savoia, una zona rinomata per !a produzione di accette, rastrelli e falcetti, e cominciò a produrre i coltelli per una ristretta schiera di amici.

Avendo così riscosso un buon successo, mise in produzione il suo coltello.

Opinel riuscì a combinare un ottimo design con l’abilità tramandata da generazioni di lattonieri, e trovò la soluzione a molti problemi, ad esempio creando una fessura nel manico per l’alloggiamento della lama per non indebolirla, o inventando una macchina che ritagliava la quantità precisa di legno necessario.

Lo strumento che ne risultò si adatta perfettamente, con la sua forma ergonomica, alla mano che l’impugna, agendo anzi da estensione della stessa, ed è prodotto in undici misure, dalla n. 2 con lama da 3,5 cm alla n. 12 con lama di 12 cm.

Come qualunque altro utensile, necessita di cure e manutenzione, requisito piuttosto interessante in quest’epoca caratterizzata da oggetti a perdere.

Si può arrivare a dire che si tratta di un oggetto che affeziona, come un animale domestico che ha bisogno delle cure del suo padrone.

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