La lampada Kandem di Marianne Brandt e Hin Bredendieck

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La lampada da comodino Kandem era fatta di alluminio, con stelo regolabile e campana collegati da un giunto sferico, e un interruttore a pulsante sulla base.

La lampada era il risultato della collaborazione tra Marianne Brandt, docente al Bauhaus, lo studente Hin Bredendieck, e la società di illuminazione Körting & Mathiesen di Lipsia, meglio nota come Kandem.

Un certo numero di modelli Bauhaus era stato realizzato dal produttore di lampade Schwintzer & Gräff, con cui nel 1930 fu stipulato e subito rescisso un contratto, e solo successivamente l’istituzione passo a Körting & Mathiesen.

Lo stretto contatto avviato con questa industria comportò una maggiore consapevolezza e nuove considerazioni in merito a produzione e commercializzazione dei prodotti, cosa che i designer salutarono con entusiasmo.

Sotto la guida di László Moholy-Nagy, negli anni Venti l’Officina dei Metalli si era concentrata sulla collaborazione con l’industria, principalmente nel campo dell’illuminazione, cosa che contribuì al notevole successo del Bauhaus.

Nel 1928 fu proprio la Brandt a entrare in contatto con Körting & Mathiesen, con cui fu raggiunto un accordo per la progettazione di lampade standard.

Questa lampada, il primo progetto, era una rivisitazione della lampada da scrivania.

La Brandt si interessò intensamente alla task lighting (l’illuminazione mirata), dopo avere lavorato su diversi design a soffitto.

Sia la Brandt sia Bredendieck, realizzarono esperimenti di lampade da tavolo e da comodino, con campane in grado di fornire una dispersione uniforme della luce.

Produssero inoltre una lampada con analogo design, dotata di uno stelo regolabile più lungo collegato alla base modificata.

Entrambe le lampade erano realizzate in alluminio, un materiale all’epoca piuttosto insolito per gli apparecchi elettrici d’uso domestico.

E poichè il materiale di cui erano fatte non era molto popolare allo stato grezzo, di solito erano verniciate di bianco, a volte invece ricoperte da un raro color laccato verde.

Marianne Brandt ebbe a confermare: “A quei tempi l’alluminio era considerato un brutto materiale, pertanto i paralumi dovevano a volte essere verniciati; erano lampade destinate a ogni tipo di ambiente, salotti, ristoranti, laboratori”.

La produzione della lampada è continuata, anche dopo la chiusura delta scuola del Bauhaus nel 1933, fino al 1945, con poche modifiche.

La sua forma semplice è stata copiata da molti altri produttori e continua a essere tuttora realizzata, benchè la versione originate non sia più in produzione.

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