Mario Botta

BIOGRAFIA

Mario Botta nasce nel 1943 a Mendrisio, in Svizzera. Nel 1958 si diploma all’Istituto Genestrerio di Mendrisio e inizia un tirocinio di disegnatore edile presso lo studio di architettura Carloni e Camenish di Lugano.

Nel frattempo si diploma al liceo artistico a Milano.

Nel 1969 si laurea in architettura all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV).

Nello stesso anno apre il suo studio a Lugano. Nel 1976 è professore all’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna e si dedica alla progettazione della palestra a Balerna e della biblioteca del convento dei Cappuccini a Lugano.

Collabora con Alias disegnando, nel 1982, le sedie Prima e Seconda, alle quali segue nel 1986 il tavolo Tesi.

Per Artemide progetta la lampada Shagun.

Nel 1993 riceve il premio dei critici d’architettura alla Biennale Internazionale d’Architettura di Buenos Aires.

Le sedie Seconda e Quinta per Alias sono nelle collezioni permanenti del MOMA di New York, del Virginia Museum of Fine Arts e al Vitra Design Museum di Weil am Rhein.

Nel 1995 progetta una nuova ala del Museum of Modern Art di San Francisco. Vive e lavora a Lugano.

 

MARIO BOTTA DESIGNER

Dopo l’ubriacatura del boom economico, dopo lo sviluppo anche inconsiderato del traffico”, dichiara Mario Botta, “dove gli ingegneri, del traffico, sono diventati i deus ex machina che facevano il bello e il cattivo tempo all’interno della città, mi sembra che ci sia una maggiore consapevolezza critica sulla qualità.

L’architetto comincia a lavorare su argomenti concreti.

I problemi che riguardano l’equilibrio ambientale, le risorse energetiche, la storia della memoria tornano a essere i territori intorno ai quali l’architetto deve lavorare.

Io credo che questo fine secolo (XX) mostri una maggiore consapevolezza critica anche rispetto alla conservazione”.

Scrive Claudia Ferrari: “Il Museo d’Arte Moderna di San Francisco, inaugurato nel 1935, è stato il primo museo della costa occidentale degli Stati Uniti dedicato esclusivamente all’arte del XX secolo…

Nel 1995 viene inaugurata una nuova costruzione, disegnata e creata dall’architetto Mario Botta…

L’interno presenta un vasto atrio illuminato da un fascio di luce verticale proveniente dall’immensa torretta cilindrica posta proprio al centro della sala.

Grandi scale conducono i visitatori direttamente alle varie gallerie oltre a questo il Museo dispone anche di numerosi spazi pubblici adibiti a sale per incontri e dibattiti, eventi speciali, mostre”.

Io credo che il valore più autentico del lavoro ideativo di Mario Botta”, scrive Benedetto Gravagnuolo,

“sia da rintracciare proprio in una (quasi istintiva) vocazione all’armonia che rende le cose da lui disegnate classiche, nella accezione più arcaica e, al tempo stesso, più attuale del termine.

Il punto limite verso cui tendono è un equilibrio tra i pesi percettivi che aspira alla perfezione, ovvero a quella calcolata economia di espressione in cui nulla v’è da aggiungere né da sottrarre.

Sono, dunque, prodotti estetici prima ancora che oggetti d’uso.

Come le case, cosi le sedie e i tavoli disegnati da Botta, pur esibendo la loro inconfondibile contemporaneità nel tipo, del materiale e nella corrispondenza all’uso, mostrano tuttavia nell’impianto compositivo il ricorso a schemi visivi sapientemente euclidei, che li conducono fuori dalla rissa delle mode stilistiche”.

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La sedia Prima disegnata per Alias
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la sedia Seconda per Alias
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il tavolo Tesi per Alias
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la lampada Shogun per Artemide
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la sedia Quinta per Alias

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