Gae Aulenti

BIOGRAFIA

Gae Aulenti nasce a Palazzolo della Stella (Udine) nel 1927.

Si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1953.

Redattore di “Casabella-continuità” dal 1955 al 1965, inizia l’attivita professionale nel 1956: architetto, designer, scenografa.

Nel 1962 disegna Sgarsul, sedia a dondolo, per Poltronova. Insegna alla facolta di architettura di Venezia nel 1964, quindi al Politecnico di Milano.

Del 1965 il tavolino Jumbo per Knoll International e i mobili da giardino per Poltronova.

Del 1967 la lampada Pipistrello per Martinelli. Dal 1969 al 1975 è professore al collegio di architettura di Barcellona e al Cultural Centre di Stoccolma. Progetta per Olivetti gli shop di Buenos Aires e di Parigi, i saloni di esposizione Fiat a Torino, Buenos Aires, Bruxelles e Zurigo.

Dal 1980 al 1987 attende alla trasformazione in museo della Gare d’Orsay a Parigi.

Nel 1987 riceve da Francois Mitterand il titolo di Chevalier de la Legion d’Honneur.

Negli anni ottanta e novanta disegna inoltre per Elam, Fontana Arte, Tecno, Poltrona Frau, Zanotta e Snaidero.

Nel 1991 il Praemium Imperiale per l’architettura a Tokyo, nel 1995 la Gran Croce della Repubblica italiana. Muore a Milano nel 2012.

 

GAE AULENTI DESIGNER

“Gae Aulenti”, annota Enzo Frateili, “ha sempre mostrato una particolare inclinazione verso la trascrizione di scala delle forme, conservando la stessa carica morfologica così nel disegno degli oggetti, dal gesto deciso, come nell’architettura degli interni dalla percezione scenica inequivocabile, sostenuta nel suo lavoro dall’efficace filtro mnemonico della citazione colta e da un raccordo al pensiero del movimento moderno“.

Per Poltrona Frau nel 1989 Gae Aulenti disegna Minuetto, elegante divanetto a due posti, quando nella città piazze, giardini, e di questi soprattutto le panchine, non sono ormai più luoghi favorevoli alla socialità.

Minuetto recupera nel privato, in raffinata veste, il senso squisitamente popolare del luogo di conversazione.

Qualunque oggetto dell’uomo“, dichiara Gae Aulenti, “monumento o tana, non può eludere il suo rapporto con la città, luogo di rappresentazione della condizione umana;

la sua analisi e quindi possibile solo se si può definire l’oggetto forma discontinua dell’insieme: se si può dimostrare in che modo esso vi trovi il suo posto e la sua legge di apparizione.

L’esistenza dell’oggetto si pensa nelle positive condizioni di un suo rapporto con la citta”.

Per Snaidero nel 1993 progetta la cucina Etra, ove si appella alla complessa essenzialità dei materiali di sempre: legno, marmo, vetro. “Non c’è persona che non ricordi con nostalgia”, dichiara Gae Aulenti in Snaidero.

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La cucina Etra di Gae Aulenti per Snaidero (1993)

Un uomo, un’impresa, “il lavoro degli artigiani di un tempo, gli oggetti realizzati con tanta cura, con quell’attenzione che contraddistingue chi, giorno dopo giorno, progetta, costruisce ed ama i suoi prodotti.

L’utilizzo di tecniche collaudate, passate di mano in mano, da maestro ad allievo, mutando talvolta qualche piccolo dettaglio quando qualcuno, più ardito, sperimenta un nuovo accorgimento.

Etra nasce da questi antichi saperi, dalla memoria del lavoro artigianale, vicino, molto vicino per passione e per cura ad una primigenia forma d’arte, nella quale ogni dettaglio e pensato secondo i principi che regolano l’insieme.

Cosi i materiali usati per Etra ricordano quelli di un tempo.

Le calde essenze di ciliegio e del faggio riportano all’eleganza degli antichi arredi, alla natura incontaminata, alla pura bellezza di un materiale vivo, pulsante, ricco di storia, che nel suo interno raccoglie una storia di vita.

Il marmo, un inusuale materiale che qui trova applicazione attraverso nuove tecnologie. Il vetro, questo meraviglioso incanto che da millenni ammalia l’uomo con le sue trasparenze e i suoi bagliori