Emilio Ambasz

BIOGRAFIA

Emilio Ambasz nasce net 1943 a Resistencia, in Argentina.

Si laurea in architettura alla Princeton University. Dal 1970 al 1976 è curatore a New York del dipartimento di architettura e design del MOMA, ove organizza importanti mostre.

Esemplare “Italy: The New Domestic Landscape” del 1972.

Apre lo studio Emilio Ambasz Associates nel 1977 a New York.

Nel 1979 e coautore con Giancarlo Piretti di Vertebra, Compasso d’Oro nel 1981, anno in cui inaugura lo studio Emilio Ambasz Design Group a New York.

Nel 1980 ottiene l’IDSA Design Excellence Award per il sistema di faretti Logotec per la Erco.

Dello stesso anno è chief design consultant della Cummins Engine Co. Nel 1984 la X Biennale di industrial design di Lubiana assegna ad Ambasz il Jury Special Award.

Il suo progetto per il motore diesel n. 14 per la Cummins vince nel 1985 l’Annual Design Review. Nel 1989 riceve l’ID Designer’s Choise Award per il set di acquerelli Acqua Color.

Al sistema di sedute per officio Qualis per Tecno viene assegnato il Compasso d’Oro nel 1991.

Nel 1997 riceve il premio Vitruvius del Museo Nacional de Bellas Artes in Argentina. Vive e lavora oltreoceano e in Europa.

 

EMILIO AMBASZ DESIGNER

Disegnata nel 1992 per Castelli, Vertair si distingue per l’eleganza della scocca, l’equilibrio della forma.

La sedia Vertair“, commenta lo stesso Ambasz, “contiene tutti i meccanismi di autoregolamentazione di Vertebra, non li evidenzia però, che sono ormai passati tredici anni, e non è più necessaria una configurazione high-tech dell’oggetto.

Ho quindi preferito darle un impatto fortemente emozionale, cui senz’altro contribuisce il rivestimento, meglio la struttura del tessuto impiegato: pezza unica, alterna fasce resistenti a intervalli più elastici, trattati chimicamente.

Quando il metraggio corrispondente alla confezione di una partita di sedie assorbe in bagno il colore rosso, o il verde, per esempio, gli intervalli si distinguono neri.

Se il colore base è poi il nero, essi si fanno viola. Nella versione in pelle invece le fasce vengono cucite assieme al tessuto elastico degli intervalli, con il medesimo criterio di distinzione cromatica“.

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La sedia Vertair di Emilio Ambasz per Castelli (1992)

Scrive Mario Bellini: “Vertebra era la prima sedia al mondo automatica e articolata, non c’era mai stata nessun’altra variazione the si discostasse dall’ampio catalogo di sedie ergonomiche per ufficio.

Vertebra ha rappresentato una nuova importante riconsiderazione della nozione di sedia ergonomica, con un rilievo tale da rendere superato tutto ciò che era stato disegnato prima, ed era un punto di riferimento per tutto ciò che è stato disegnato da allora in questo settore“.

Non meraviglia quindi che Ambasz si riferisca a Vertebra, quando ne è stato coautore con Giancarlo Piretti nel 1979.

 

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La sedia Vertebra di Emilio Ambasz e Giancarlo Piretti per Castelli (1979)

Vertair è ulteriore esempio dell’intelligente analisi di Emilio Ambasz. E qui Ambasz sembra anticipare il superamento dei confini: ufficio, comunità, casa.

Non sono più nette le distinzioni di campo: in ogni luogo si evidenziano esigenze di relazione, studio, lavoro, privacy, cui gli arredi devono rispondere nelle proposizioni più corrispondenti al superamento di un ordine costituito che ne cadenza separate le manifestazioni.

Uno scenario in piena trasformazione, ove gli oggetti d’uso non si distinguono più per categoria, bensì per significato progettuale il più corrispondente alle esigenze, nella totalità delle, commistioni di queste.

Uno scenario che Ambasz coglie ancora assai bene nel 1997 con Vertex, sempre per Castelli, ove risolve la normativa della separazione sedile-schienale, enfatizzandone i termini nel gioco dei rivestimenti.

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