Le sedute modulari Misfits di Ron Arad

Per comporre i Volumes, Ron Arad è ricorso all’ausilio del computer.

Come per le masse informi di Gehry, infatti, solo la restituzione in digitale delle loro superfici non euclidee garantisce l’effetto scultoreo e organico.

La collaborazione con l’azienda italiana Moroso ha condotto Arad verso sperimentazione di nuovi materiali per la realizzazione dei Volumes, che inizialmente erano realizzati in metallo saldato.

Una schiuma ecologica, solitamente impiegata per i materassi, è alla base di questo sistema modulare che modella il materiale come una scultura, in un gioco di volumi solidi e vuoti, linee curve e sinuose che paiono sculture di Henry Moore.

Nei Volumes di Arad troviamo la stessa attenzione di Moore nello scavare la materia fino a mettere in evidenza cavità e volumi, a definire masse che via via si allargano fino ad assumere una complementarità tra spazio e forma, vuoto e pieno, per comporre sedute di grande comodità e presenza spaziale.

Ron Arad in questo progetto modella, scava, taglia, si sostituisce alla forza della natura, ma sotto  non c’è pietra, terra o metallo, c’è poliuretano espanso schiumato ad acqua.

Il risultato è un progetto libero, passionale, non soggetto alle regole razionali della progettazione industriale. Ogni singolo modulo è indipendente nell’accostamento: deliberatamente, non è ricercata la corrispondenza.

La continuità, nell’irregolarità, è materica e formale.

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Le sedute modulari Misfits di Ron Arad per Moroso

 

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