La Chaise Longue Genni di Gabriele Mucchi

Negli anni eroici di Mart Stam, Marcel Breuer ed Eileen Gray, un ingegnere non omologato, che avrebbe poi preferito la pittura realista all’astrazione più in auge, che avrebbe poi rifiutato una cattedra a Brera per non sottomettersi alle richieste del regime, che avrebbe poi partecipato alla resistenza con gli amici di sempre Albe e Lica Steiner, munito di tanta razionalità e di “santa” passione, aveva progettato diversi oggetti d’arredo in tubolare metallico.

Gabriele Mucchi era attivista nel gruppo antifascista Corrente e in seguito ha avuto contatti che lo hanno portato a stabilirsi nella Repubblica democratica tedesca.

Fino al 1985 ha insegnato pittura all’Accademia di belle Arti di berlino Est.

Curiosamente Gabriele Mucchi ha fatto parte del movimento dei razionalisti, che fino alla metà degli anni trenta ha goduto dell’appoggio dei fascisti.

Tra le sue opere più celebri vi è la poltrona lounge Genni disegnata nel 1935, che appartiene ai classici del design (a catalogo Zanotta).

La poltrona lounge Genni è realizzata in acciaio tubolare curvato cromato influenzato dallo stile Bauhaus, ma anche materiale simbolo del linguaggio dei progettisti appartenenti al movimento dell’architettura razionalista che agli inizi del secolo scorso avevano per primi sperimentato le nuove opportunità progettuali offerte dalla nascente industria del mobile moderno.

Questo look retrò trasforma la chaise lounge in un vero e proprio eye-catcher nel living. Il lettino dal design ergonomico invita a rilassarsi e si fonde perfettamente con altri stili di arredamento.

Il lettino ha una sospensione su molle in acciaio. A seconda dell’altezza, è possibile regolare l’altezza del sedile della chaiselongue in due posizioni, fino a permettere di distendere le gambe per un relax totale. La poltrona lounge Genni è rivestita in pelle.

La poltrona lounge Genni può essere abbinata allo sgabello Ganni coordinato.

Nel 1982, nel filone delle riedizioni, entra a fare parte del catalogo Zanotta, un oggetto che colpisce oltre che per l’eleganza formale anche per la sua sorprendente contemporaneità; conserva infatti eleganza e attualità.

Un “Mobile come architettura”, riscoperto e rispettosamente aggiornato, elegante e controllatissimo nel suo originale disegno, figlio di quel “ragionato calvinismo”  e di quella “mirabile speranza” che i nostri eroi come Gabriele Mucchi avevano sempre in testa.

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La Chaise Longue Genni di Gabriele Mucchi per Zanotta

 

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