La sedia Golgotha di Gaetano Pesce

Cassina, da sempre è stata luogo di sperimentazione. Un’interessante testimonianza di questa vocazione fu la Bracciodiferro S.r.l. una società genovese della Cassina, che nasce nel 1972.

Cesare Cassina, Francesco Binfarè, Gaetano Pesce, Alessandro Mendini ne furono i protagonisti: un concentrato di energia progettuale e volontà sperimentale ad altissimi livelli che si unirono nel desiderio comune di creare un periscopio che potesse guardare più lontano.

Bracciodiferro fu un’opportunità che l’azienda strutturò per esplorare nuovi ambiti e le tendenze più avanzate del design, per una perlustrazione del mercato, in particolar modo il mercato delle gallerie d’arte, con la realizzazione di una piccola collezione di oggetti numerati a tiratura limitata, ad alto tasso comunicativo, che erano sostanzialmente dei multipli d’arte.

Bracciodiferro fu una prova di forza, intesa da un lato come espressione di una “lotta” intestina che finiva con il convogliare l’esuberanza esplorativa presente nelle personalità più intuitive dell’azienda in esperienze autonome, dall’altra come operazione “contro“, conflittuale rispetto alla produzione in serie, di opposizione critica alto status quo della society industriale.

La volontà di rappresentazione emerge con tutta la sua forza nelle sedie Golgotha di Gaetano Pesce, prodotte per l’appunto da Bracciodiferro.

Una serie (c’è anche il tavolo) che rappresenta un’atmosfera biblica e profetica la tragicità e I’angoscia esistenziale: si tratta di sedute dimostrative del pensiero di Pesce che aspira all’autodeterminazione del gusto “solo la morte ci rende uguali: essere vivi significa anche essere differenti.

Di questa prerogativa devono poter godere anche gli oggetti che ci circondano che possono essere diversi“.

Ogni seduta, costruita partendo da un telo bianco di fibra di vetro imbibito manualmente di resina poliestere indurente, e realizzata con un artigianale struttura, costituita da una base di compensato sulla quale sono stati posizionate quattro aste per appoggiare il telo (due per l’appoggio posteriore dello schienale e due in corrispondenza della piegatura anteriore del sedile) e la semplice impronta del corpo umano che lascia la sua traccia indelebile e sempre diversa nel “sacro lenzuolo“.

Una serie quindi, concettualmente ispirata alla Bibbia, ovvero alla passione di Cristo e all’ultima cena, che richiama il valore sacro che gli oggetti assumevano nella società antica, quando ogni tavolo era di fatto un altare e ogni pasto una reiterazione dell’eucarestia, un aprirsi verso il trascendente.

La serie Golgotha comprende i seguenti modelli: un tavolo a forma di diamante in due misure diverse; un tavolo di forma trapezoidale, noto come scrivania Arca, anch’esso in due misure differenti; e una sedia in due versioni, una con schienale alto, l‘altra con schienale basso.

Il tavolo e la scrivania, costruiti all’inverso, sono realizzati con mattoncini in fibra di vetro nera tenuti insieme da una resina poliestere di colore rosso, che tracima dai bordi, o meglio fluisce sui lati. Il piano è rifinito con un gel coat rosso sangue.

Le sedie Golgotha sono state il primo oggetto di design a realizzare compiutamente la nozione di “originali in serie” o produzione aleatoria.

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Il tavolo della serie Golgotha di Gaetano Pesce per Bracciodiferro (Cassina)

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