Lo sgabello Giotto di De Pas, D’Urbino e Lomazzi

Un altro grande classico, disegnato da De Pas, D’Urbino e Lomazzi con efficace semplicità, ripartendo dagli sgabelli visti tante volte negli studi di architettura.

I tre designer, hanno dotato il classico sgabello di legno di una filettatura che permette la regolazione della seduta verso l’alto o verso il basso.

Una struttura costituita da tre gambe di faggio naturale, unite da una crociera metallica verniciata rossa, volutamente esibita, cosi come ben visibile risulta il sostegno filettato che regge il sedile circolare e ne permette una facile regolazione in altezza.

Un progetto figlio di quella stagione, un dichiarato filone di produzione industriale voluto da Aurelio Zanotta, che cercava negli oggetti spartani, economici, flessibili, smontabili e pieghevoli i modelli ideali a cui riferirsi.

Presentato al Salone del Mobile del 1976, viveva nello stesso stand insieme al redesign di alcuni “mobili coloniali“, al portavasi La Scala (su idea di Maddalena De Padova), al tavolo smontabile Mamete (Minale e Simpson) e al tavolo da disegno Colibrì (Michele Provinciali), al quale questo Giotto perfettamente si abbinava.

Realizzato in faggio colore naturale da Zanotta, è diventato un’icona del design mondiale grazie anche alla sua semplicità, essenzialità e funzionalità.

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Lo sgabello Giotto di De Pas, D’Urbino e Lomazzi per Zanotta

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