Il divano Sinbad di Vico Magistretti

Devo dirvi la verità, io lo adoro, avessi lo spazio ne cercherei sicuramente un esemplare, anche perché purtroppo non è più in produzione.

Sindbad è un divano, un capolavoro di Vico Magistretti, progettato nel 1981 per Cassina; è un pezzo che lo stesso designer amava e con il quale il maestro conviveva realmente, essendo questo uno dei pochi (tra i 350 progettati in cinquant’anni di lavoro) presenti nella sua casa milanese, un oggetto nel quale (con il quale) ritrovarsi.

Un imbottito elegante ma non ingessato, raffinato ma non ridondante, anomalo ma contemporaneamente rassicurante, colto e disinvolto insieme: gli stessi segni particolari del suo autore, the forse vedeva qui, concentrate in un sol pezzo, tutte le caratteristiche anche personali con cui si misurava con il mestiere di vivere.

E anche qui la storia è nota: rispetto alle consuetudini che vogliono per un imbottito una difficile opera di tagli e cuciture, su stoffe e pelli che normalmente ricalcano le forme della struttura, semplicemente rivestendola, Magistretti immagina I’effetto di un grande pezzo di tessuto “gettato” su un divano, “dovevo progettare una poltrona e mi e venuta in mente una coperta da cavallo inglese“, “un imbottito senza tappezziere, una coperta da provare e da cambiare“, una seduta dove i rivestimenti disegnano e connotano I’aspetto finale, pieghe comprese.

Intercambiabilità, certo, nonchalance, ovvio, eleganza, già detto, ma anche il piacere del fruitore di immaginare di poter rinnovare, con un gesto semplice, l’aspetto di una cosi significativa presenza domestica. Insomma con questo pezzo, Magistretti attua uno svecchiamento tipologico, al divano.

Una poltrona e una poltrona senza tappezziere. Una coperta da cambiare. Lino d’estate. Lana d’inverno“. Dall’immagine di una coperta appoggiata con disinvoltura su un divano o una poltrona e in particolar modo dall’immagine delle coperte da cavallo osservate in Inghilterra, nasce il questo divano, una coperta portante, un nuovo modo di essere un imbottito.

L’idea innovativa fondamentale e la completa amovibilità e intercambiabilità del rivestimento, che ne rivoluziona la concezione classica. La coperta e fissata alla struttura imbottita mediante due attacchi apribili ai lati all’interno della seduta: strisce a pressione e due fermagli verso i bordi dello schienale la tengono inoltre in posizione

E’ la volontà di non dare forma, ma che sia la materia stessa che “prende la sua forma“, adattandosi alla conformazione del supporto su cui è stesa, o seguendo il dipanarsi molecolare della propria stessa costituzione interna, o semplicemente obbedendo alla Legge di gravità: materiali molli, senza nervo, una coperta, un feltro, una pelle di cuoio, assumono la forma dello scheletro sottostante, e soprattutto assumono la forma dell’utente, diventano una seconda pelle, sia realmente, sia metaforicamente.

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Il divano Sinbad di Vico Magistretti per Cassina

 

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