Il vaso Ephemera di Shiro Kuramata

In Giappone la disposizione dei fiori o di un singolo fiore costituisce una componente molto importante della decorazione tradizionale di interni, un’arte che svela le qualità artistiche e materiali, l’educazione e le pratiche culturali di una famiglia. I fiori utilizzati, e il recipiente che li accoglie e nel quale sono sistemati, sono scelti in conformità a un tema e un soggetto specifici, scelti di volta in volta. Shiro Kuramata ha saputo fondere questa tradizione giapponese con i modi e gli stili occidentali di design e cultura, dando vita a un nuovo modo di considerare il singolo fiore e il suo vaso, che incorpora l’approccio funzionalista al quale il design giapponese tiene moltissimo.

In un primo tempo, Kuramata creò il vaso Ephemera per una sua personale alla Galleria Yves Gastou a Parigi nel 1989. Ciascun vaso dal lungo collo assomiglia a un fiore che sta per avvizzire, oppure a una testa umana reclinata in preghiera. Si tratta di riferimenti al tema della solitudine e della natura effimera e transitoria della vita organica e umana,
ribaditi con forza dal nome stesso del vaso. Nel corso della mostra organizzata in seguito a Firenze a Palazzo Strozzi e intitolata Il Dolce Stilnovo della Casa, intorno a un letto erano stati sistemati numerosi vasi Ephemera, che parevano senza dubbio evocare quelli che in tale disposizione si offrono a una persona appena defunta.

I vasi simili a steli, realizzati in acrilico, verniciati con effetto alluminio e ruggine, in grado di accogliere un unico fiore, ricevono e trasformano la luce naturale e artificiale, che li rende trasparenti e meno consistenti. Il fascino che Kuramata provava per l’acrilico dipendeva proprio da questa sua capacità di catturare la luce all’interno di un oggetto, inglobandola e pervadendola. Egli sfrutta dunque sapientemente questa proprietà per destabilizzare e reinventare la forma e la struttura apparente degli oggetti, pur mantenendone la forma e la funzione specifiche.

Inventando questo nuovo lessico di design, concernente l’effimero, e giocando con la gravità, Kuramata ha messo in discussione le relazioni tra forma e funzione, imponendo ideali surreali e minimalisti a oggetti familiari. In Europa il lavoro di Kuramata ha avuto un effetto determinante sui progresso del design e, in occasione della personale dedicatagli a Parigi, il Ministro francese della Cultura gli ha conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere.

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