La sedia AC1 di Antonio Citterio

Progettata da Antonio Citterio e introdotta sul mercato nel 1990, la sedia AC1 di Vitra si fa
notare per la mancanza di leve. Nel periodo in cui venne lanciata, l’industria dei mobili per ufficio iniziava a essere ossessionata dalla possibilità di regolare l’altezza della seduta di una sedia, dando così vita a sedie piene di optional ma che apparivano alquanto goffe e ingombranti. In un simile contesto, il prodotto così lineare e spoglio dell’azienda svizzera arrivò come un tocco di eleganza e di cambiamento.

Per il guscio dello schienale fu usato il Delrin, un materiale adattabile, mentre il rivestimento è di schiuma di poliuretano espanso senza CFC (clorofluorocarbone). L’aspetto rivoluzionario di questa sedia è tutto nel suo non nascondere in alcun modo i meccanismi, rendendoli piuttosto ordinati e leggeri.
Lo schienale flessibile è collegato al sedile in due punti, grazie ai braccioli. Ciò consente di modificare la posizione del piano della seduta con l’angolo dello schienale, essendo i due elementi completamente sincronizzati.

La sedia rispondeva dunque alle posizioni del corpo dell’utente e si muoveva con esse, senza la necessità di girare alcuna leva. Lo slogan inventato per vendere il prodotto Vitra lo faceva notare chiaramente: «Poiché i materiali usati sono flessibili e la forma della sedia si adegua così bene al corpo, automaticamente vi siederete in modo più dinamico, anche in termini di ergonomia». La lunghezza e l’altezza della seduta, il supporto lombare e la contro-pressione dello schienale vero e proprio sono tutti regolabili in funzione dell’altezza e del peso dell’utente.

La sedia risultava cosi molto funzionale ed era molto gradevole da un punto di vista estetico. Come molte sue concorrenti era disponibile in una grande scelta di tessuti, e la base a forma di stella a cinque punte poteva essere di plastica come pure di alluminio cromato o lucidato. Nella sua versione maggiormente fotografata la si osserva con uno schienale geometrico a scacchi di tessuto creato da Alexandre Girare. Citterio ne ha disegnato anche una versione gemella, la più massiccia AC2, pensata come sedia dirigenziale per grandi società.

 

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