La sedia S di Tom Dixon

C’è qualcosa di vagamente antropomorfo nella sedia S. Forse si tratta del suo vitino a vespa, dei fianchi procaci, della spina dorsale e delle costole accennate, o forse
è zoomorfa e più simile a un serpente che a sembianze umane. Comunque sia, il suo fascino è principalmente organico, derivante dalla sua forma sinuosa, simile a un nastro, e dall’utilizzo della paglia naturale. La struttura è realizzata con una sbarra di metallo saldata e piegata su cui è intrecciata la paglia. Sorge spontaneo il confronto con due classici design più antichi: la seedia Zig Zag (1932-33) di Gerrit Rietveld (di cui ho scritto qui) presentava un piano ripiegato ininterrotto che dava forma allo schienale, alla seduta. La Zig-Zag non era necessariamente in legno, mentre la sedia Panton (1959-60) di Verner Panton (di cui ho scritto qui) tradusse di un unico spessore ondulato realizzato con la plastica stampata.

La linea ondulata della sedia S appare più libera rispetto agli altri due design: i paralleli sorgono invece per la forma a nastro e la seduta a sbalzo. Se Rietveld ricercava
la purezza priva di ornamenti, e Panton anelava alla semplicità industriale, Dixon attraverso mezzi similari ricercava la sensualità. La sedia segna un cambiamento nella carriera del designer inglese, i suoi lavori precedenti, in parte realizzati assieme al gruppo Creative Salvage e in parte da solo, erano principalmente oggetti di metallo di prodotti in edizione limitata o addirittura in esemplare unico, spesso fabbricati con metallo riciclato.

All’inizio Dixon costruì delle sedie S nel suo laboratorio di Londra, ma poco dopo vendette il design a Cappellini, tuttora suo produttore in Italia. Dixon ha continuato a disegnare numerosi prodotti di successo, diventando nel 1988, anche direttore creativo di Habitat. Oggi è considerato uno dei più autorevoli designer britannici, e la sedia S è uno dei suoi progetti più incisivi, Cappellini ha sperimentato varie finiture tra cui il velluto, la pelle e la paglia, e la sedia S compare in tutte le sue collezioni, segnalando spesso la nota dominante della stagione. L’impagliatura originale resta comunque la più sensuale “S”.

A catalogo Cappellini, prezzo circa 1.300,00 euro.

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