Lo shaker Boston di Ettore Sottsass

Lo shaker Boston, appartenente all’omonimo set da cocktail, rappresenta il principio ben
radicato in Ettore Sotsass che i prodotti dovrebbero servire a esaltare l’esperienza dell’utente, piuttosto che dimostrarsi puramente funzionali. Il set, che prende il nome
dal tradizionale shaker American Boston, comprende una glacette per il vino, un contenitore, il secchiello del ghiaccio, le pinze per i cubetti, lo shaker, il passino e il cucchiaio miscelatore.

Il design fu il frutto di un’indagine approfondita sugli attrezzi professionali da bar e per
vino condotta dallo stesso Sottsass alla fine degli anni Settanta insieme ad Alberto Gozzi della Scuola Alberghiera, la celebre scuola italiana per i maître d’hôtel.
Lo shaker vero e proprio è formato da due parti coniche, una di acciaio inossidabile lucido, l’altra di vetro spesso, e conferisce una cert’aria decadente al mestiere di
shakerare, mescolare, agitare e miscelare, rievocando i perfetti cocktail preparati con grande maestria da impeccabili gentlemen impersonati da David Niven nei film
degli anni Cinquanta.

Sottsass, nato nel 1917, aveva studiato al Politecnico di Torino, e dopo aver collaborato con le più importanti aziende, nel 1960 apri a Milano il proprio studio. Dal 1958 al 1980 è
stato consulente del design per la Olivetti, rivoluzionandone l’approccio al design, e aggiungendo una nota provocatrice alla moderna macchina da scrivere che ha deliziato Olivetti e i consumatori in egual misura. Il suo lavoro presso Olivetti attirò su di lui
l’attenzione della famiglia Alessi, che lo invitarono a Crusinallo, nella loro sede dove a partire dal 1972 ha iniziato a progettare le sue linee di accessori originali. Sottsass ha continuato per molti anni a disegnare oggetti semplici e raffinati, tra i quali il classico set in cristallo per condire, e la linea di coltelli best seller Nuovo Milano, e al tempo stesso ha contribuito a ridefinire l’identità aziendale di Alessi.

La sua estetica è stata influenzata dai suoi viaggi, come quello in India del 1961, dove venne a contatto con l’esistenzialismo, e dai successivi soggiorni in California, dove venne a contatto con la beat generation. La costante che lo ha sempre contraddistinto, rivalutando complessivamente la sua produzione, è una tensione a discostarsi dalla forma perfetta, per riscoprire la dimensione ludica degli oggetti, e creare un senso di
sorpresa e di improvvisazione tra il fruitore e l’ambiente, sia negli schemi architettonici su larga scala sia nei servizi da tavola o nei servizi di posate e quindi nei suoi design su
piccola scala.

A catalogo Alessi, prezzo 153,00 euro.

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