Il telefono Grillo di Zanuso-Sapper

Grazie al suo design il telefono Grillo (progettato nel 1966 per la Siemens da Marco Zanuso e Richard Sapper) rivoluzionò per sempre l’aspetto del telefono, mettendo in discussione il concetto stesso che di questo strumento si aveva negli anni Cinquanta e proponendo al suo posto un’alternativa assolutamente moderna.

Evolutosi a partire da un ideale compatto, essenziale e tecnicamente innovativo, il telefono Grillo divenne una pietra miliare che catapultò il telefono nell’universo degli status symbol. Da un punto di vista stilistico, il Grillo aveva poco in comune con i suoi precursori.

Pur assomigliando al Trimline di Henry Dreyfuss del 1965, era decisamente più piccolo di qualsiasi altro apparecchio contemporaneo, e per riuscire a contenere tutte le componenti necessarie in uno spazio ridotto fu costretto a adottare una forma radicalmente nuova.

Quando era poggiato su un piano, Grillo assomigliava a una conchiglia e la sua
superficie liscia e compatta, formata da un unico elemento, non lasciava trapelare
alcuna indicazione circa la sua vera identità. Era però sufficiente afferrarlo perché
la sua funzione diventasse evidente, e il design rivelasse il suo principale elemento
innovativo: un’apertura a scatto che aprendosi attivava il ricevitore, mostrando un disco combinatore di dimensioni ridotte.

Il cavo del telefono terminava con una presa in plastica sagomata, all’interno della quale era collocata la suoneria dal caratteristico ronzio, a cui il telefono deve il suo nome. Tale presa era realizzata nel medesimo colore del ricevitore: si trattava di un ulteriore accorgimento pensato per un pubblico sempre più esigente in fatto di dettagli stilistici.

Oltre a essere uno dei primi telefoni in plastica, nel quale ricevitore e disco combinatore erano alloggiati in una stessa unità, con le sue dimensioni ridotte il telefono Grillo ha inaugurato un nuovo procedimento innovativo. Premiato nel 1967 con il Compasso d’Oro, non solo ha ispirato generazioni intere di telefoni fissi, ma la sua influenza sopravvive ancora oggi nel design dei telefoni cellulari, soprattutto in quelli degli anni novanta.

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