La sedia Laminated (GJ chair) di Grete Jalk

Una caratteristica particolare dell’industria del mobile danese, spesso citata come la vera chiave della crescita apparentemente miracolosa delle esportazioni di mobili dalla Danimarca tra gli anni Cinquanta e Sessanta, fu il livello di collaborazione formale che esisteva tra i designer di mobili e gli artigiani ebanisti che li costruivano.

Si trattava di un rapporto che consentiva al designer una libertà tutta speciale di sperimentare, soprattutto in vista della mostra della Corporazione degli Artigiani ebanisti di Copenhagen, importante evento annuale nel corso del quale si presentavano per la prima volta al pubblico, e al settore commerciale del mobile nel suo complesso, i design nuovi e sperimentali.

Durante quel periodo le esposizioni attiravano curiosi e interessati, desiderosi di ammirare i design più originali e particolari.

Certo, alcuni dei progetti sperimentali  presentati erano degni di nota soltanto per la loro evidente inverosimiglianza ed erano subito dimenticati, mentre altri, come la sedia Laminata di Grete Jalk esposta nel 1963 nello stand dell’ebanista Poul Jeppesen (oggi P. J. Furniture), erano immediatamente riconoscibili per la loro originalità, il loro affascinante aspetto estetico e la loro ingegnosità strutturale.

Jeppesen e Jalk collaboravano dalla metà degli anni Cinquanta e avevano iniziato a sperimentare con mobili realizzati in laminati di legno già all’inizio degli anni Sessanta.

La sedia Laminata è la più famosa creazione nata dalla loro collaborazione e di gran lunga la più strabiliante: è esagerata, squadrata, e le sue pieghe di multistrato di legno così ricurve paiono essere ottenute con una compressione del materiale oltre i suoi limiti naturali.

Questo vero e proprio exploit della Jalk prese forma come una specie di estremo understatement: i distinti elementi multistrato in legno curvato che formano il sedile e lo schienale sono assemblati con dei giunti in modo diretto e pratico (sobrietà che palesa l’approccio tipico dell’industria del mobile danese), come se la sedia fosse del tutto normale.

Jalk battezzò il design sedia Laminata nel materiale di presentazione della sua personale, ma negli archivi ufficiali dei musei la si conosce anche con il nome di Rest Chair (“sedia da riposo”). Complessivamente, se ne produssero soltanto 300 pezzi.

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