Catilina di Luigi Caccia Dominioni

La sedia P4 Catilina Grande di Luigi Caccia Dominioni è un importante prodotto del periodo in cui il design italiano incominciò a esercitare una certa influenza a livello internazionale.

Una versione più piccola della sedia, la Catilina Piccola, era stata inizialmente presentata
all’undicesima Triennale dì Milano nel 1953 e utilizzata l’anno seguente in una mostra a Como organizzata per lo scultore Francesco Somaini,

Azucena, azienda che Caccia Dominioni aveva fondato a Milano nel 1947 insieme a Ignazio Gardella e Corrado Corradi Dell’Acqua, si basava sulla progettazione e sulla commercializzazione di mobili e oggetti come tante altre aziende che avevano cominciato a emergere a partire dagli anni Quaranta.

Come capitava spesso in quegli anni, per molti architetti, che avevano dovuto fare i conti con una rotativa penuria di commissioni nel periodo del dopoguerra, si trattava di un mezzo per occuparsi di arredamento d’interni e mobili. Il loro lavoro era contraddistinto
da un progressivo discostarsi dalla tradizione artigianale, in direzione di un uso sperimentale di materiali, metodi moderni o tecniche di produzione all’avanguardia, e soprattutto verso un approccio disinvolto alla forma, tutto affidato a manodopera qualificata, da garantire la realizzazione di mobili di alta qualità.

La struttura d’acciaio dolla Catilina deriva da questo impulso alla sperimentazione di materiali e forme, impulso accentuatosi in particolar modo verso la fine degli anni Cinquanta.

La sedia sottolinea poi il discostarsi dello stile italiano dalle linee diritte caratteristiche della corrente principale del Modernismo europeo. Il telaio delto schienale ricurvo, in ferro verniciato di grigio, funge da sostegno per il sedile ovale, che consiste di legno laccato nero al poliestere, rivestito da un cuscino in pelle o velluto mohair rosso, oppure personalizzabile.

Nel corso degli anni design è stato rivisitato, ma solo per modificare le dimensioni della
sedia, rendendola disponibile in una versione più ridotta da tavolo, una versione in acciaio e una versione più bassa a poltroncina.

Il grazioso arco del telaio era basato sull’idea di piegare una barra di ferro facendola
somigliare a un ampio nastro curvato dolcemente solo di qualche centimetro, creando un comodo e sinuoso schienale che fungeva anche da set di braccioli. Mentre Caccia Dominioni continuò a progettare mobili e altri prodotti per Azucena, la sedia Catilina è diventata in qualche modo un archetipo dei design italiano, e la sua produzione prosegue ininterrotta sin dal primo giomo in cui fu commercializzata.

A catalogo Azucena, la versione grande viene proposta a 2.200,00 euro.

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la Catilina grande e piccola in una ambientazione
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