Il seggiolone di Nanna e Jørgen Ditzel

A misura umana, seducente e pratico, questo seggiolone di legno dalla linea semplice rientra nella migliore tradizione del design moderno danese.

In effetti, è stato il primo seggiolone moderno a non stonare accanto agli altri mobili, perchè pur essendo pensato per i bambini, non ha l’aspetto di un oggetto per bambini.

È una struttura semplice, ma notevole per il modo col quale esprime facilmente la propria essenza. Nanna Ditzel disegnò il seggiolone nel 1955 con il marito Jorgen Ditzel,
dopo la nascita di due figlie gemelle: voleva un seggiolone in linea con i mobili di una sala da pranzo moderna, e riteneva che un design pratico potesse
essere utile ai bambini per più tempo. In generale, riguardo alle sedie, la Ditzel sosteneva che fosse “molto importante considerare il modo con il quale l’aspetto della sedia risponde alla persona che vi sta seduta”, e il seggiolone non fu un’eccezione.

Il suo obiettivo era che il bambino potesse stare seduto a livello del tavolo. L’appoggiapiedi del seggiolone, regolabile in altezza per accomodare anche bambini
di età più grande, ha una barra frontale che può essere spinta in fuori, così da permettere ai bambini di sedersi o alzarsi da soli non appena raggiunta una certa autonomia di movimento.

Ciò rifletteva la filosofia del design della coppia: produrre mobili che potessero essere modulabili, suddivisi o avere una doppia funzione, in grado di arredare in modo pratico anche un piccolo appartamento.

Il seggiolone fu prodotto con le tecniche tradizionali usate per i mobili, ma adeguandolo a una produzione in serie. Gli appoggi laterali e posteriori sono di legno laminato e le varie parti sono incollate. I punti di contatto fisico sono importanti e pertanto sono stati arrotondati. Prodotto inizialmente in faggio o quercia dalla Kolds Sawæk, ora della produzione del seggiolone se ne occupa Snedkergaarden.

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