L’omino Michelin ispira una icona: Bibendum di Eileen Gray

La storia di Eileen Gray (e la sua contrapposizione con Le Corbusier),  è talmente avvincente e bella che ha dato vita ad un film dal titolo “The price of desire” che dovrebbe sbarcare in Italia a breve. Donna straordinaria molto più avanti dell’epoca nella quale ha vissuto, ha las ciato un segno indelebile nella storia dell’architettura e del design. Qui il sito web del film nel quale potete vedere il trailer, ma torniamo a noi.

Sebbene Eileen Gray abbia progettato anche edifici, non aveva una formazione da architetto, e il suo lavoro si concentrò soprattutto su un numero ridotto di complementi d’arredo di grande importanza.

Nonostante non avesse la preparazione da architetto, nel 1926 (prima di villa Savoye di Le Corbusier), progetto l’abitazione E1027, a mio modesto parere antesignana di molti temi dell’architettura moderna. Il discorso qui si farebbe più lungo, mi verrebbe da scrivere che Le Corbusier si innamorò di questa villa e che cercò di comprarla, poi che dentro vi dipinse 8 murales probabilmente per fare dispetto ad Eileen Gray che amava invece i muri bianchi, ma…parliamo di design.

I complementi d’arredo che progettò, erano esclusivamente per gli interni esclusivi dedicati a clienti ricchi e dalle idee progressiste, Eileen Gray disegnò mobili, tappeti tessuti a mano, e illuminazioni.

Avanguardisti nell’aspetto, gli oggetti più rappresentativi da lei disegnati possiedono per materiali e struttura, una eleganza quasi alchemica.

La poltrona Bibendum, creata tra il 1925 – 1926, per l’appartamento di Madame Mathieu Lèvy nella Rue del Lota a Parigi, ricevette il suo meritato riconoscimento quando negli anni settanta Zeev Aram, titolare di un mobilificio di Londra, decise di rimettere in produzione alcuni design del catalogo della Gray.

L’Aram Designs ora possiede una sublicenza per le creazioni della Gray, grazie alla quale ha potuto avviare le nuove produzioni.

Il nome della poltrona richiama quello di “Bibendum, il copertone vivente”, la mascotte create nel 1898 dall’artista pubblicitario O’Galop per la Michelin, l’azienda produttrice di pneumatici.

E in verità la poltrona ricorda con la sua forma arrotondata l’allegro gigante.

Rivestita in pelle, con una caratteristica imbottitura tubolare, montata su una base realizzata in tubo d’acciaio cromato, essa rappresentava un approccio ricco e lussuoso ai traguardi estetici modernisti.

Diversamente dai suoi contemporanei e da altri colleghi come Le Corbusier, Eileen Gray non condivideva i rigidi concetti estetici del Funzionalismo dell’era delle macchjine.

Preferiva, invece, il Funzionalismo ispirato dal Bauhaus tedesco, che fondeva con la più suntuosa materialità dell’Art Deco.

I mobili disegnati da Eileen Gray non furono mai concepiti per una produzione di serie e neppure er una produzione limitata, ma furono sempre costruiti a mano con costi ingenti nel suo atelier parigino.

Per questo motivo, il suo design restò un design di élite, relativamente sconosciuto fino alla ripresa della produzione, quando gli furono attribuiti l’importanza e l’attenzione che indubbiamente meritava.

La Bibendum, la sua voluttuosa poltrona in pelle, è ora una icona nota dello stile internazionale.

Ingiustamente trascurata durante buona parte della sua considerevole carriera, Eileen Gray è ora riconosciuta come uno dei designer e architetti più influenti della prima parte del secolo XX. Fra le pochissime donne ad aver lavorato con successo tra gli anni venti e trenta come designer, in un ambiente dominato dagli uomini, si impone come una figura quasi unica.

I suoi mobili originali dell’epoca, dalle sedute ai tavoli ecc ecc vengono venduto nelle più note case d’asta a milioni di euro a capo.

Bibendum originale è prodotta da ClassCon è il prezzo è di circa 5.000,00 euro e si può scegliere in diverse tonalità di colore.

 

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una ambientazione di Bibendum, con altre due icone di Eileen Gray di cui scriverò nei prossimi articoli
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