Cappellini e la lezione di AG Fronzoni: less is more

Angelo Giuseppe Fronzoni (1923-2002), conosciuto come AG Fronzoni è stato un architetto, grafico e designer italiano, purtroppo meno noto di tanti suoi illustri colleghi.

Importantissimo grafico ha curato l’impaginazione di diverse riviste, tra le quali “Casabella”.

La sua ricerca è permeata dal minimalismo più estremo, per lui il superfluo, l’eccedente il ridondante è definito spreco ovviamente in senso etico, morale ed estetico.

Pensate al suo nome: AG Fronzoni, non ha voluto nemmeno i puntini tra le iniziali e me ne guardo bene di aggiungerli io!!!!

Guardare una sua ideazione corrisponde a dire: più di così non si poteva sottrarre, quello che vedo è il risultato massimo del processo di eliminazione senza alcun tipo di compromesso, è la sintesi.

Un razionalista puro, che fa della sua progettazione sobrietà e geometria, pensiero che ha via via affinato partendo da un atteggiamento di massima critica per ciò che è convenzionale, conformista e formale.

Le sue opere sono o bianche o nere perché per Fronzoni sono i colori che rappresentano l’uomo; il colore invece appartiene al mondo naturale.

Nel 1964 (pensate nel 1964!!) progetta la serie “Fronzoni ‘64“, che è costituita da tavoli rettangolari e quadrati, letti, sedie ecc dalla strutture portante in metallo: è il simbolo del minimalismo, il suo manifesto.

Nel 2000 (36 anni dopo) la straordinaria ditta tutta made in Italy, Cappellini mette in produzione la serie, ovviamente in bianco e nero.

Nel 2009, Giulio Cappellini (patron di Cappellini) mette in produzione “Fronzoni ‘64” a colori; si è gridato allo scandalo e molti estimatori di Fronzoni si sono trovati in disaccordo con la scelta attuata (sono sicuro che qualcuno avrà pensato al sacrilegio).

Cappellini, confrontandosi con Mendini (noto designer e collaboratore per un quinquennio alla rivista Casabella con Fronzoni), giustifica la scelta sostenendo e dimostrando che lo stesso Fronzoni ha concesso delle immagini a colori dentro Casabella (le copertine dei numeri 321 e 322) purchè fossero monocrome e costituite dai colori di base della quadricromia: rosso, giallo, blu.

La tesi inoltre viene sostenuta perché i designer che amava Fronzoni utilizzavano colori nelle proprie opere.

Mha…

Non occorre che vi scriva come la penso io, ma solo dire che posseggo un letto della serie “Fronzoni ’64“, rigorosamente bianco.

Lo adoro, bellissimo, stabile, di ottima fattura (Cappellini docet), essenziale, puro…si lo so manca la testiera ma se ricordate, per AG Fronzoni “Less is more” come citava Mies Van Der Rohe e…va meravigliosamente bene così.

 

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